Carta sull’etica del turismo e dell’ambiente

Carta sull’etica del turismo e dell’ambiente

a cura del Touring Club Italiano
con il contributo della Commissione delle Comunità Europee e della Regione Lombardia Settore Ambiente e Energia

I Principi etici generali

1. Il turismo è un diritto dell’uomo
Il turismo può essere definito come l’insieme dei fenomeni che sono causati dal movimento volontario e temporaneo di singoli individui o di gruppi verso luoghi che non siano la loro abituale residenza a fini di ricreazione e/o di arricchimento culturale.
Il turismo rientra pertanto in quel diritto alla mobilità che è riconosciuto a ogni persona dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Sono motivazioni del turismo, parlando in generale, il desiderio di distensione, di comunicare o il bisogno di acquisire nuove conoscenze.
I governi sono pertanto tenuti a rispettare tale diritto e a rimuovere ogni restrizione che ne limiti l’applicazione, naturalmente quelle restrizioni che non siano espressione del diritto al mantenimento dell’ordine pubblico. Come ogni istanza di umana libertà, l’uso di tale diritto è soggetto a principi di ordine etico.

2. Il turismo quale fattore di cultura, pace e sviluppo
Il turismo suscita la necessità di approfondire la conoscenza di paesi diversi, delle loro caratteristiche naturali e dei loro popoli.
Il turismo ha la capacità di attirare l’attenzione degli uomini e dei governi sui valori culturali e ambientali, sulla necessità di conservare tali valori e di farne oggetto di programmi educativi.
La scoperta del patrimonio ambientale e storico culturale di altri paesi, in un atteggiamento di pieno rispetto, crea una rete di relazioni positive nei confronti della natura, della cultura e degli uomini ed è pertanto un importante strumento di pace.
Le implicazioni economiche del turismo sono molteplici: esso crea nuovi posti di lavoro e favorisce lo sviluppo di infrastrutture finora mancanti in molti luoghi. Per numerosi paesi il turismo costituisce il maggiore apporto al prodotto interno.
La crescita economica incide fortemente sulla vita e le tradizioni dei popoli; se non è correttamente guidata, può creare inconvenienti maggiori rispetto ai vantaggi. Di qui la necessità di un approccio etico ai problemi dello sviluppo.

3. Il turismo deve essere una attività di sviluppo responsabile e sostenibile che rispetti la capacità di carico ambientali, sociali ed economiche
I turisti sono tenuti a comportarsi come ospiti nei paesi visitati. Studi preventivi di pianificazione sono uno strumento indispensabile per un turismo responsabile. Uno sviluppo sconsiderato e mal programmato del turismo può danneggiare anche irrimediabilmente la natura, i monumenti, i contesti sociali e culturali dei paesi ospitanti. In tal caso il turismo viene meno alla sua ragion d’essere e si autodistrugge.
Questi studi di pianificazione devono riconoscere le necessità e le aspirazioni delle diverse comunità, perciò richiedono un inventario delle risorse naturali, culturali e monumentali della regione; si tratterà di determinare i limiti biofisici, economici, ambientali e altre limitazioni alla crescita e allo sviluppo, stabilire le priorità di uso del territorio, identificare le aree di sviluppo e quelle da salvaguardare, definire i limiti per un cambiamento accettabile in un contesto turistico e integrare il turismo con altri usi del territorio.
Studi sistematici sulla conservazione del patrimonio e sulle capacità di carico turistico devono essere promossi preventivamente per impedire un danno irreversibile, poiché salvaguardare il diritto al turismo e alla fruizione del patrimonio culturale e naturale della presente generazione è la sola garanzia del diritto delle generazioni future al godimento di quegli stessi beni.

4. Turismo ed equilibrio ambientale
Tutti coloro che sono coinvolti nell’attività turistica devono tener presente che tutti i fattori dell’ambiente naturale, umano e culturale contribuiscono a un equilibrio al cui interno ogni danno arrecato a un elemento influenza negativamente l’intero sistema.
Ogni intervento di pianificazione e di sviluppo turistico dovrà considerare le interrelazioni fra tutti i fattori ambientali – fisici, biologici, umani, animali, vegetali, culturali e spirituali – al fine di evitare effetti negativi all’ambiente. Studi scientifici interdisciplinari, effettuati da équipe di esperti, dovranno presiedere a corrette valutazioni di impatto.
La diversità delle specie e l’integrità dell’ecosistema non possono essere sostituite o rimpiazzate: perciò è inappropriato pensare a un turismo che minacci questi valori. Degli studi efficaci di valutazione di impatto ambientale (VIA) e la loro applicazione allo sviluppo del turismo sono un requisito essenziale per creare un turismo sostenibile.

II Codice

1. Turismo e valori umani dei paesi ospiti
Un totale rispetto dev’essere rivolto all’ambiente culturale e spirituale del paese visitato e a tutte le implicazioni che attengono, direttamente o indirettamente, alla conservazione del suo patrimonio e delle sue tradizioni.
Vi sono popolazioni che non desiderano essere visitate da turisti nel caso in cui queste visite provochino reazioni negative, shock ed elementi di squilibrio. Deve essere compilato un elenco di questi casi particolari e il turismo internazionale dovrà essere convinto a rispettare rigorosamente queste proibizioni.
In ogni caso, il paese ospitante ha diritto al rispetto dei propri modi di vita, della propria sensibilità morale e psicologica. Ogni forma di intrusione dall’esterno, capace di recare disturbo all’ambiente locale – come rumori, esibizionismi, inquinamento o attività distruttive – dovrà essere bandita.
Non si dovranno sottolineare con comportamenti inadeguati le disparità economiche fra i turisti e le popolazioni locali.

2. Turismo e salute
Le organizzazioni turistiche dovranno rendere consapevoli i loro clienti dei rischi generali e specifici per la salute, relativi al clima e all’ambiente dei paesi visitati. Si possono riportare malattie dai paesi stranieri nei quali ci si reca.
I visitatori dovranno conoscere le precauzioni e le norme igieniche in uso nei paesi ospitanti.

3. Turismo e protezione dell’ambiente biologico (flora e fauna)
L’ambiente in cui vivono specie di flora e fauna fragili, rare o prossime all’estinzione dovranno essere oggetto di un rispetto scrupoloso, inteso a salvaguardare al massimo la loro esistenza e il loro habitat, a impedire danni e a consentire la rigenerazione di territori e acque che il turismo avesse loro sottratto.
Queste misure varranno per gli animali terrestri e gli uccelli di tutti gli ecosistemi in ogni continente, così come per gli animali che popolano le acque e quelli che vivono nelle cavità sotterranee. Le foreste, le fasce costiere, le acque correnti e stagnanti saranno soggette a speciale sorveglianza.
E’ urgente avviare studi per inventariare tutte le zone ecologicamente fragili e comunicarne i risultati alle organizzazioni responsabili del turismo.
I turisti saranno tenuti a rispettare le norme stabilite dai trattati che proteggono la flora e la fauna, quali:
·il trattato di Ramsar (2.2.1971) sulle aree umide, di interesse internazionale;
·il trattato di Washington (3.3.1973) riguardante il possesso, il trasporto e il commercio delle specie minacciate o di parte dei loro corpi;
·il trattato di Berna (19.9.1979) relativo alla fauna, alla flora e all’ambiente naturale in Europa.
Questi testi, come pure i regolamenti regionali, dovranno essere portati a conoscenza dei turisti.

4. Turismo e salvaguardia del patrimonio culturale
L’integrità dei monumenti e dei luoghi, siano o non siano protetti da guardiani e barriere, deve essere pienamente rispettata così come lo devono essere le leggi che proibiscono l’uso illegale di dispositivi di ricerca, il commercio di antichità o il loro scavo clandestino.
Si dovranno prendere delle disposizioni speciali per impedire che monumenti, luoghi di interesse artistico e alberi vengano deturpati da graffiti e incisioni.
Anche il contesto estetico di monumenti e siti di pregio dovrà essere sorvegliato con cura e sottratto alla segnaletica pubblicitaria.

5. Turismo, rifiuti e incendi
I turisti non devono abbandonare rifiuti o ogni altro prodotto capace di deteriorare l’ambiente. Essi devono essere particolarmente attenti a evitare ogni rischio di incendio nei boschi.
I turisti dovranno essere educati a non guastare le qualità dell’ambiente; essi dovranno essere coscienti sia dei danni estetici prodotti dall’abbandono dei rifiuti, sia dell’inquinamento che questi producono nell’ambiente stesso e del fatto che in alcuni casi possono provocare degli incendi. Pezzi di vetro rotti possono fungere da lenti, pile umide di materia organica lasciate dai turisti possono fermentare, produrre calore e bruciare.

6. Turismo ed educazione
I mezzi di comunicazione audiovisivi, le scuole e le università dovranno predisporre programmi educativi a tutti i livelli, accompagnati da visite ai siti di interesse turistico, al fine di mettere in pratica questo codice per il turismo e l’ambiente. Tali programmi dovranno chiamare in causa sia le discipline scientifiche che quelle umanistiche focalizzandole sui problemi del turismo e del patrimonio naturale e monumentale.
A un livello superiore, le scuole professionali e i dipartimenti universitari dovrebbero unire i loro sforzi per promuovere una più matura consapevolezza dell’impatto turistico e una maggiore efficacia nell’orientare il comportamento del turismo di massa.

7. Promuovere soluzioni alternative e politiche di piano
Dovrebbero essere promosse, tanto l’istituzione di parchi naturali con itinerari segnalati, quanto l’individuazione di itinerari segnalati, quanto l’individuazione di nuove aree turistiche a carico pianificato, da proporsi come alternative a una incontrollata invasione di ambienti naturali da parte del turismo di massa. Al tempo stesso l’impostazione di limiti di carico turistici e di misure volte alla conservazione del patrimonio ambientale e culturale richiederanno nuove forme di convincimento, atte a contemperare tali misure con il godimento turistico di quei beni.
Itinerari alternativi che colleghino siti e monumenti meno noti sono proposti in molti paesi ai turisti che perseguano forme di fruizione più personali, approfondite e consapevoli.
Le autorità preposte avranno l’obbligo di pianificare con cura la quantità e i programmi dei visitatori nelle aree più fragili e con più limitata capacità di carico. Esse dovranno istruire con chiarezza i turisti, al fine di trasmettere loro appropriati messaggi culturali e di evitare danni al patrimonio naturale e umano.

III. Appello etico agli organi responsabili

1. Il turismo deve ricreare, non distruggere
I turisti devono essere indotti a programmare i loro viaggi sia da un punto di vista tecnico sia con un’adeguata disposizione mentale e a comportarsi in modo rispettoso nei confronti degli uomini e degli ambienti; essi devono essere convinti che tali comportamenti sono molto più remunerativi che le incursioni casuali, rumorose e inquinanti, che altro non producono se non una volgare ostentazione del proprio egoistico modo di vivere, in dispregio e a danno di altri popoli e altre comunità.
Tuttavia nessun codice, nessuna regolamentazione sarà sufficiente a fronteggiare questi problemi, se la coscienza di ogni individuo non sarà resa sensibile a principi etici che inducano a comportarsi da ospiti in paesi stranieri e negli ambienti che ci circondano.
Nessun programma di educazione potrà essere posto in atto, se il desiderio di conoscenza e l’atteggiamento di responsabilità nei confronti del patrimonio ambientale e culturale non sarà inoculato e profondamente radicato in ogni cittadino del mondo fin dall’infanzia.

2. Gli Stati e i governi dovranno promuovere adeguati studi di previsione e strumenti educativi aggiornati alle moderne esigenze comunicative
I molti e complessi legami esistenti fra l’industria turistica e le mete di soggiorno, naturali e culturali, richiedono con urgenza studi interdisciplinari e strumenti di pianificazione. Ricerca e studi di previsione non dovranno limitarsi a considerare il solo aspetto economico del fatto turistico, ma anche i problemi delle risorse ambientali e culturali, visti come componenti finite e non rinnovabili dell’ambiente.
La già richiamata interdipendenza di tutti gli aspetti dell’ambiente, inteso nel suo senso più lato di natura più cultura (v.I.4) dovrà essere tenuta presente in sede universitaria, nella formazione dei nuovi diplomi o lauree in materia turistica, naturalmente in collegamento con i programmi e gli istituti di ricerca. Una intesa internazionale sarà essenziale per dare qualità e ampiezza di respiro a tali iniziative.
A loro volta i processi educativi dovranno essere sostenuti dai nuovi metodi di sensibilizzazione, incluse le campagne pubblicitarie, i programmi televisivi, l’informatica e tutti i mezzi capaci di estendere e moltiplicare la forza dei messaggi con maggiore efficacia rispetto ai mezzi tradizionali, come i libri, gli opuscoli, le diapositive.

3. I tour operator e l’industria turistica
Un miope sfruttamento del turismo di massa porta all’autodistruzione, mentre innescare un controllo di qualità del "prodotto turistico" a tutti i livelli può portare il turismo a essere una delle forze dinamiche che operano per un salutare progresso dell’economia e dell’ambiente.
Come in ogni forma di produzione industriale, soltanto una continua ricerca di crescita può garantire un futuro all’"industria del turismo". Problemi come la sicurezza e la salute sono ovviamente basilari, ma il grande pubblico è divenuto via via più sensibile ai temi ecologici, alla conservazione e alla decorosa presentazione di luoghi e monumenti. La richiesta di ingredienti culturali ed educativi nel "prodotto turismo" è in crescita continua. Informazioni corrette e adeguate, guide preparate, documentazioni attraenti e dense di informazioni daranno un sempre maggior valore all’offerta di servizi turistici.
Una particolare attenzione deve essere dedicata alla progettazione architettonica delle infrastrutture turistiche utilizzando stili e materiali di costruzione che siano in armonia con l’ambiente naturale. E’ tempo di pensare ad alternative estetiche ed ecologiche rispetto agli enormi alberghi-grattacieli e ai padiglioni e palazzi di cemento, nei quali il cospicuo consumo di turismo si reclamizza da solo come una ingombrante intrusione estranea che, se "produce" turismo, si dimostra incapace di immaginare un migliore inserimento nell’ambiente locale. Tali costruzioni, oltretutto costose da mantenere, sono destinate a divenire i testimoni monumentali di una "archeologia turistica".

Traduzione italiana a cura di Monique Locatelli