Carrello della spesa più caro

03/07/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
156, pag. 5 del 3/7/2003
di Filippo Caleri


Consumi in frenata soprattutto al Nord secondo il rapporto Istat sulle famiglie.

Carrello della spesa più caro

Cresciuto dello 0,7% il costo degli alimentari

Consumi in frenata per le famiglie italiane nel 2002. I loro acquisti si sono ridotti dell’1,8% rispetto all’anno precedente. La spesa media, infatti, ha subito un lieve incremento, per attestarsi a quota 2.194 euro al mese, 16 euro in più rispetto al 2001. Ma l’aumento dello 0,7% non è stato sufficiente a bilanciare quello dei prezzi cresciuto nello stesso periodo del 2,5%. Le maggiori spese si sono rivolte ai generi alimentari, mentre è rimasta stabile la quota di reddito per comprare gli altri beni. La crisi ha colpito poi di più al Nord, in cui il calo dei consumi è stato più accentuato, in crescita le spese nel Suditalia mentre un piccolo boom è segnalato nelle regioni centrali. La fotografia sul modo in cui gli italiani hanno destinato il loro reddito per gli acquisti è stata scattata dall’Istat che ieri ha presentato le note rapide su ´Quanto hanno speso le famiglie italiane nel 2002′. Un’analisi condotta su un campione di 27 mila famiglie dalla quale risulta un chiaro segnale di rallentamento degli acquisti da parte dei nuclei familiari. Con una leggera differenziazione, però, tra i generi di beni acquistati. La spesa per gli alimentari e le bevande è, infatti, aumentata di circa 14 euro passando da 411 a 425 euro mensili. Mentre quella per i non alimentari, pari a 1.770 euro al mese, è rimasta quasi invariata.

Se il quadro nazionale delle spese familiari tra il 2001 e il 2002 non è esaltante, l’Istat segnala una forte differenza tra le diverse regioni italiane. Così a patire di più la crisi è stato sicuramente il Settentrione. Le famiglie nel Nord hanno subìto una diminuzione della spesa media totale del 2,2% (da 2.451 a 2.396 euro mensili). Un boom si è invece registrato nel Centro con una crescita delle spese del 7,6% (da 2.183 a 2.348 euro mensili). Mentre un aumento, anche se più contenuto, pari all’1,7% (da 1.776 a 1.806 euro mensili) ha interessato anche le famiglie del Suditalia. Un fenomeno che avvicina anche nel settore dei consumi le differenti realtà territoriali. L’Istat segnala che la ´distanza tra le ripartizioni diminuisce: il centro si avvicina al Nord e il Mezzogiorno recupera leggermente nei confronti del paese, tornando sui livelli di spesa prossimi a quelli del 2000′. La maggior spesa nelle regioni centrali è stata indirizzata sia verso i generi alimentari e bevande (si passa da 414 a 443 euro mensili) sia verso i generi non alimentari (da 1.769 a 1.905 euro). Gli incrementi più alti si sono avuti soprattutto nel Lazio e, per le spese alimentari, anche in Umbria. Nel Mezzogiorno sono aumentate prevalentemente le spese alimentari (da 415 a 435 euro) in maniera diffusa in tutte le regioni, a eccezione del Molise dove si osserva una diminuzione di 18 euro. In Puglia, Sardegna e Sicilia sono cresciute anche le spese non legate all’alimentare.

La contrazione del livello di spesa nelle regioni del Nord, aggiunge nella sua analisi l’istituto di via Balbo, è ´dovuta soprattutto alla riduzione delle spese per beni e servizi non alimentari (da 2.044 a 1.985 euro) che è stata particolarmente accentuata nelle regioni del Nordest. Si segnala inoltre la riduzione della spesa alimentare (13 e 3 euro) rispettivamente in Emilia Romagna e in Trentino Alto Adige. Nel paniere di beni alimentari acquistati dagli italiani la quota più rilevante è rappresentata dalle spese per la carne (4,5%) in crescita rispetto al 2001. A pesare di più sul budget di spesa familiare sono state le spese per l’abitazione: l’affitto, il condominio, la manutenzione hanno assorbito nel loro complesso il 24,7% della spesa mensile per un importo di 543 euro. Rispetto all’anno precedente, aggiunge l’Istat ´si registra un deciso aumento (la spesa era pari a 508 euro), soprattutto a causa del maggior livello della spesa dell’affitto, ma anche per alcuni interventi di manutenzione’. In Italia, continua a diminuire, però, il numero delle famiglie che occupano un’abitazione in affitto (dal 19,6 al 18,7%) ma aumenta l’importo pagato per il canone di locazione, pari a 279 euro al mese. La pigione, però, varia dai 218 euro del Mezzogiorno ai 306 del Nord, ai 315 del Centro.