Carrelli pieni, meno utili

10/12/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Natale in Borsa/2 – La grande distribuzione paga le incertezze dell’abbigliamento, mentre tra i tour operator ci sono titoli ancora sopravvalutati

    Carrelli pieni, meno utili
    Andrea Gennai
    Per la grande distribuzione si avvicina l’ora X e mai come quest’anno le previsioni sono incerte. Il Natale 2001 è alle porte e nessuna azienda si azzarda a fare previsioni. Lo scenario economico è stretto tra una fiducia ancora debole e grandi aspettative di una ripresa che tutti individuano nel 2002. Che dalle festività di fine anno arrivi una nuova iniezione di fiducia? Secondo due studi pubblicati da Omd Italia con Nextest e Ac Nielsen, l’emotività legata agli attacchi dell’11 settembre non ha spinto gli italiani a consumare meno. In settembre, sempre in Italia, la grande distribuzione ha però rallentato il passo e i grandi magazzini hanno dovuto fare i conti con una flessione delle vendite. Gli ipermercati hanno azzerato la crescita mentre hanno retto gli hard discount. Da un punto di vista strettamente borsistico gli addetti ai lavori osservano gli sviluppi senza eccessive preoccupazioni: il settore "retail", almeno per Piazza Affari e per l’Europa Continentale, ha un peso contenuto. «Sull’EuroStoxx 50 – precisa Fabio Cappa, strategist di Iccrea – l’incidenza dei due big del settore, vale a dire Carrefour e Ppr, è solo del 2,5%. L’indice "retail" EuroStoxx ha raggiunto i suoi massimi storici nel gennaio 2000. Il rallentamento dei mercati e i segnali di recessione lo hanno portato a un minimo lo scorso settembre. Drammatica è stata la perdita di forza relativa con il boom della new economy. Nelle ultime settimane, a livello industriale, il settore ha dato segnali di rivitalizzazione grazie alle numerose campagne promozionali. La ripresa delle vendite si accompagna però a una forte pressione sui margini aziendali. Comunque, in un’ottica difensiva è un comparto da tenere presente soprattutto sul versante food». Che il settore alimentare avrà meno ripercussioni rispetto all’abbigliamento è un’opinione diffusa tra gli analisti. «É difficile fare previsioni – commenta un’analista di una sim estera – ma non mi stupirei se alla fine le vendite nella grande distribuzione fossero solo leggermente inferiori al Natale 2000 che fu particolarmente ricco. Temo, però, che l’abbigliamento, già protagonista di un ottobre poco brillante, possa continuare a stagnare. Ancora peggio dovrebbe andare alla vendita di quei prodotti di lusso legati al turismo di cittadini orientali o statunitensi. Segnali interessanti sono invece attesi dal fronte alimentare. In Italia i due titoli della grande distribuzione, Coin e Rinascente, hanno un’attività connessa alla clientela italiana e non dovrebbero subire il temuto rallentamento del turismo internazionale. Interessante in particolare Coin, che ha saputo difendersi attraverso Oviesse. Quest’ultima offre abbigliamento anche in fascia bassa ed è riuscita ad arrestare la fase difficile degli ultimi mesi rosicchiando anche quote di mercato». Anche Antonella Frongillo, analista del settore di Ubm, rileva che «la tendenza è per un aumento della spesa per beni alimentari in questo ultimo scorcio di anno anche se ci sarà una forte pressione competitiva». Non esiste comunque una convergenza di opinioni sulle prospettive del settore. In Italia l’incertezza non è dettata solo dalle ripercussioni dell’11 settembre ma a questo si aggiunge uno scenario già in precedenza debole dei consumi. Ubm ha un giudizio "outperformer" su Coin grazie anche al carattere difensivo di Oviesse. Più prudente la valutazione su Rinascente con un previsione sui risultati 2001 inferiore all’anno precedente. Su Rinascente si mostra cauta anche Ubs con un giudizio "hold" e risultati del terzo trimestre giudicati poco convincenti. Spostando l’attenzione sui big del settore si nota come anche in questo caso le prospettive siano divergenti a seconda del campo di attività. Csfb, ad esempio, ha un giudizio "sell" (vendere) su Ppr per le preoccupazione che ancora restano sul fronte Usa e per le incertezze legate proprio al Natale. Un invito all’acquisto giunge invece per Carrefour grazie al trend delle vendite negli ipermercati francesi e alla ripresa dei consumi. Anche Goldman Sachs è positiva su Carrefour, anche se sottolinea che le percentuali di crescita registrate negli anni 90 saranno difficilmente raggiunte. Csfb ha poi un giudizio "buy" per Ahold grazie alla performance del settore food negli Usa. Tra i gruppi britannici l’attenzione dei broker si focalizza su Kingfisher (buy da parte di Csfb e Socgen), Inditex (buy da parte di Dresdner Kw) e Tesco (recommended list di Goldman Sachs, long term buy da Jp Morgan).
    Lunedí 10 Dicembre 2001
 
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