Carrefour punta sul Mezzogiorno

25/03/2004

Il Sole-24 Ore
sezione: ITALIA-LAVORO

data: 2004-03-25 – pag: 22
autore: S.U.
Riorganizzazione al via con l’integrativo
Carrefour punta sul Mezzogiorno
MILANO • «Il risultato più importante è l’essere riusciti a mettere a punto un contratto integrativo che varrà per tutti i nostri 25mila collaboratori. L’aver cioè reso omogenea, sul piano normativo, una situazione finora variagata». Luca Silvestrelli, direttore sviluppo risorse umane di Carrefour Italia, commenta così l’intesa raggiunta con i sindacati di categoria sul nuovo contratto integrativo. Due anni di lavoro per superare le differenze economiche e normative finora presenti all’interno del gruppo e frutto delle diverse acquisizione fatte nel tempo, con dipendenti provenienti da imprese familiari come quelli della Garoggi e dipendenti invece che hanno maturato la propria esperienza in aziende come Gs. «Realtà differenti — dice Silvestrelli — con culture e storie diverse». Ecco perché l’accordo raggiunto viene considerato particolarmente importante. «Abbiamo introdotto — dice Silvestrelli — l’estensione del migliore trattamento a tutti. Così come sono state estese a tutti i 25mila dipendenti le tutele in caso di malattia, con il 100% della retribuzione, e di infortunio. Sono stati inseriti i congedi parentali e il diritto alla studio». Attenzione pure all’impegno sociale con l’introduzione di un meccanismo di responsabilità sociale nei confronti dei consumatori, garantendo prodotti sicuri a prezzi competitivi, e dell’ambiente, riducendo l’impatto ecologico degli imballaggi. Sul piano economico il contratto, che avrà validità dal gennaio di quest’anno e che scadrà nel dicembre 2007, prevede a regime un bonus variabile annuo di 1.200 euro (massimi) e un salario fisso aziendale di 680 euro annui, pari a 48,5 euro per 14 mensilità. Il contratto introduce, inoltre, alcune delle novità previste dalla riforma Biagi, in particolare per quanto riguarda il part-time. «Migliorando anche la legge — continua Silvestrelli — abbiamo previsto cioè la possibilità per i lavoratori di recidere le clausole flessibili». Un primo passo al quale ne potrebbero a breve seguire altri con l’inserimento ad esempio d i modelli contrattuali come lo job sharing o lo job on call. «Per farlo — dice Silvestrelli — aspettiamo che venga approvato il contratto collettivo nazionale del commercio per capire come questi strumenti saranno recepiti». E per il futuro le prospettive sono quelle di uno sviluppo dell’occupazione. Tra il 2001 e il 2003 il gruppo ha aperto 104 nuovi punti creando 4.500 nuovi posti di lavoro. «Puntiamo a replicare questi risultati», dice Silvestrelli. Sui numeri per il momento l’azienda non si sbilancia ma l’attenzione sarà tutta puntata sul Mezzogiorno.