Il Sole 24 ore – Carrefour prevede 500 esuberi

25/01/2017

II tradizionale incontro annuale con i sindacati in cui il gruppo Carrefour racconta l’andamento aziendale quest’anno si è trasformato nell’annuncio di una serie di dati negativi relativi soprattutto a fatturato, costo del lavoro e redditività degli ipermercati, alla luce dei quali il gruppo ha annunciato un piano che prevede la chiusura di 2 punti vendita- a Borgomanero (Novara) e a Trofarello (Torino) -, l’intervento di riorganizzazione su altri 30 e 500 tagli. Una prospettiva che ha colto di sorpresa i sindacati, alla prese con il rinnovo del contratto nazionale.«L’azienda non ha risultati positivi ormai da diversi anni – osserva Ferruccio Fiorot della Fisascat Cisl – ma in un precedente incontro ci aveva parlato di inversione di tendenza sul piano delle vendite. In effetti c’è un miglioramento ma la redditività rimane negativa». Con le dovute precisazioni. «Il gruppo ha spiegato che gli ex- press e i market sono due formule che hanno migliorato i conti e la redditività, mentre gli ipermercati vanno male», continua Fiorot. Di qui l’annuncio della riorganizzazione. «La decisione è motivata dalla perdurante difficoltà e dal calo di vendite registrato nel formato Ipermercati, generalizzato nel mercato italiano, che rende necessaria un’azione strutturale per recuperare un equilibrio economico sostenibile, quale unica opzione possibile», spiega una nota aziendale. Per ora siamo agli annunci e ancora non è stata recapitata ai sindacati nessuna lettera di avvio procedura, ma i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione e l’astensione dal lavoro per i lavoratori del gruppo, per il 27 e il 28 gennaio. A poche ore di distanza dall’incontro con Federdistribuzione che è stato fissato per il 30 gennaio e che dovrebbe portare al rinnovo del contratto nazionale. Contratto che, secondo un primo calcolo, potrebbe portare in un’azienda come Carrefour un impatto sul costo del lavoro pari al + 2,12% secondo quanto riferito ai sindacati. A questo si aggiunge che il contratto integrativo è in scadenza a fìne marzo e va rinegoziato. Sommate le due questioni porterebbero a un aumento del costo del lavoro che per il gruppo è difficile da sostenere. Fabrizio Russo, segretario nazionale della Filcams Cgil, osserva che «nella fase più difficile per l’azienda il sindacato si è responsabilizzato attraverso il ricorso diffuso agli ammortizzatori sociali, la rinegoziazione della contrattazione integrativa e la condivisione di misure nell’ambito dell’organizzazione del lavoro. Dopo anni di sacrifìci da parte dei circa 2omila dipendenti Carrefour, la risposta da parte della società è stata la dichiarazione di 500 esuberi e la prevista chiusura di 3 ipermercati». «La multinazionale francese ancora una volta fa pagare ai lavoratori il conto delle politiche aziendali sbagliate – aggiunge Paolo Andreani della segreteria nazionale della Uiltucs- Scelte commerciali e organizzative votate alla liberalizzazione totale degli orari (h24) all’utilizzo dei Voucher e alle terziarizzazioni, che non hanno portato risultati tangibili»