Carrefour, Modernità o sfruttamento? Pareri a confronto

12/08/2015   (L'Unità)

Se a Londra o New York i supermercati aperti 24 ore su 24 sono una certezza da più di vent`anni, nell`Italia tradizionalista stanno prendendo piede solo adesso. Carrefour è la catena che crede di più nell`innovazione. Tanto da lanciare anche gli ipermercati aperti H24. Quello di Tor Vergata a Roma è il primo aperto in una metropoli. L`apertura continuata è stata inaugurata lo scorso 23 luglio. Si punta su «remodeling del punto vendi- Testo di ta e ampio spazio alla valoriz- M. zazione dei prodotti tipici del Fr. territorio: questi le principali novità che accolgono il cliente in viale Luigi Schiavonetti, alla periferia sudest di Roma, vicino all`autostrada Roma-Napoli. Il punto vendita, «che si estende su una superficie di circa 8.700 metri quadrati e ha un assortimento complessivo di oltre 50mila referenze, grazie alla collaborazione con Cooperative agricole laziali rilancia la propria proposta commerciale e pone l`accento sulle produzioni del territorio e a km zero, come i prodotti della filiera agricola italiana», fa sapere in una nota l`azienda, che punta a favorire sempre più il rapporto con i produt- tori locali. Nel punto vendita si trovano anche i servizi di parafarmacia e di ottica e accanto ai classici prodotti più rilevanti perlaspesa quotidiana, anche prodotti tessili, elettrodomestici e di largo consumo. Il grande punto di domanda però riguarda la collocazione periferica dell`ipermercato: di notte soprattutto la zona è poco frequentata. «Tor Vergata è un`area di Roma circondata da quartieri molto popolosi ma dotata di
pochi servizi – fa notare Guillame Seneclauze, direttore divisione ipermercati Carrefour Italia: . E` un quartiere che ospitauna città universitaria con diverse sedie, proprio in prossimità del punto vendita si trova il Policlinico. Per questo motivo, fare la spesa fuori dalle fasce orarie canoniche, per i residenti e i professionisti può essere di grande utilità. Con questa apertura – continua Seneclauze – pensiamo di poter fornire un servizio anche a questa fetta di clientela, oltre naturalmente a tutti coloro, i quali per esigenze lavorative possono avere la necessità di fare la spesa
negli orari notturni”.
«Nuovi contratti, pochi diritti» Di parere opposto è Fabrizio Russo, segretario nazionale Filcams Cgil con delega per la grande distribuzione. «Il tema delle aperture H24 sarà la sfida più grande che ci troveremo di fronte nei prossimi mesi. Non tutte le grandi catene stanno spingendo ma chi lo fa, come Carrefour è molto decisa e non ci ascolta». La prima opposizione riguarda il merito. «L`apertura H24 è una degenerazione delle liberalizzazioni indiscriminate che sono partite qualche anno fa con il governo Monti che ha permesso a chiunque, con la scusa del calo delle vendite per crisi, di aprire 365 giorni all`anno. Ora chi ha approfittato di quella norma non si accontenta di tenere aperto tutti i giorni: vuole farlo anche per 24 ore. Sebbene sia dimostrato e risaputo che tenere aperto di più non porta alcun aumento delle vendite e dei fatturati di queste aziende», contesta Russo. La seconda è sul metodo. «Nel frattempo Federdistribuzione è uscita da Confcommercio, disdicendo il contratto nazionale. In questo modo queste aziende possono fare il bello e il cattivo tempo con i lavoratori perché il contratto è scaduto da anni e il suo rinnovo, che dovrebbe affrontare tutti i problemi inerenti le aperture H24 è lontanissimo da essere sottoscritto. Ad esempio l`indennità notturna prevista per chi lavora dalle 22 alle 6 è stata definita più di dieci anni fa ed è una percentuale irrisoria proprio perché a quel tempo nessun lavoratore era chiamato a farlo». Sulla gestione del personale e sulle nuove assunzioni che Carrefour ha fatto il giudizio di Russo è articolato. «La situazione è eterogenea. In molti supermercati e ipermercati è stato chiesto al personale già assunto di lavorare la notte. Molti hanno rifiutato proprio perché l`indennità è bassa. Per questo l`azienda è stata costretta ad assumere nuovo personale. Sono tutti con contratti in somministrazione o addirittura peggiori dove l`indennità notturna è ancora più bassa. Noi stiamo cercando di rappresentare anche questi lavoratori, anche se non è semplice. In più a loro vengo affiancati lavoratori terzializzati di cooperative che già facevano carico-scarico notturno con condizioni contrattuali ancora peggiori».