Carrefour, ipermercati in sciopero contro l’azienda

06/04/2010

Ipermercati in protesta. Duemila dipendenti del gruppo Carrefour, che comprende Gs e Diperdì, hanno partecipato ieri a Roma e a Milano allo sciopero nazionale indetto dai sindacati. Una mobilitazione organizzata per denunciare le difficili condizioni di lavoro nei punti vendita del gruppo francese. «Quasi ventimila dipendenti da circa un anno combattono con l’azienda per far valere i loro diritti », denuncia la Filcams-Cgil, che insieme a Fisacat-Cisl e Uiltucs-Uil ha proclamato lo sciopero. «Da quando, nel marzo 2009 Carrefour ha disdetto il contratto integrativo aziendale e interrotto le trattative per il rinnovo – dicono i sindacati – la situazione è andata peggiorando. Cessioni di punti vendita in Puglia, aperture di procedure di mobilità al centro nord, fino all’introduzione del Piano aziendale del collaboratore, una brochure sostitutiva del contratto integrativo che dovrebbe regolare il rapporto lavoratore-azienda. Le cattive scelte, gli errori aziendali e la crisi economica hanno fatto si che i tagli per il riequilibrio dei conti ricadessero solo su lavoratrici e lavoratori. La disdetta del contratto integrativo comporta, tra l’altro una perdita economica: un lavoratore full-time IV livello – spiega la Filcams – con orario di lavoro in turno unico, avrà una perdita annuale di oltre 1.100 euro». Le manifestazioni hanno suscitato non poche polemiche, con l’azienda che in comunicato ha criticato i dati sulla partecipazione. «In merito alle motivazioni dell’agitazione – fa sapere il direttore Risorse umane di Carrefour, Francesco Quattrone – preciso che nel corso delle negoziazioni intercorse nel 2009 Carrefour ha avanzato diverse proposte, non accettate dal sindacato. Le dei sindacati – continua Quattrone – non tenevano conto della perdurante crisi dei consumi e del mercato». La risposta è arrivata da segretario generale della Filcams, Franco Martini, intervenuto alla manifestazione milanese: «Non si può affrontare la crisi con continui tagli del costo del lavoro e riduzione dei diritti».