Carrefour, il nuovo anno comincia con uno sciopero

11/01/2010

Primo giorno di lavoro del 2010 amaro per i lavoratori bergamaschi della Carrefour, catena francese della grande distribuzione che, in provincia, conta otto punti vendita distribuiti tra Caravaggio, Albano Sant’Alessandro, Osio Sotto, Mozzo, Albino e nei quartieri di Borgo Palazzo e Valesse in città. Oggi, infatti, i dipendenti del gruppo incroceranno le braccia in tutta Italia per protestare contro la decisione unilaterale dell’azienda di disdire il contratto integrativo aziendale a partire dal 1° ottobre. Per protestare contro la scelta dei vertici della multinazionale, le maestranze avevano già scioperato il 3 ottobre scorso.
“Nei mesi scorsi – dicono Roberto Rossi, segretario provinciale della Filcams Cgil, e Diego Lorenzi, della Fisascat Cisl – una sentenza del Tribunale di Torino aveva riaperto uno spiraglio, seppur ristretto, per rilanciare la trattativa sul rinnovo dell’integrativo, scaduto ormai da une ventina di mesi. Ma tutte le speranze sono, purtroppo, andate deluse”. Dopo tre giornate di confronto serrato andate a vuoto, il 23, il 28 e il 29 dicembre, le organizzazioni di categoria di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato per oggi uno sciopero nazionale che, per chi lavora su turni di 5 giorni, si svolgerà invece l’8 gennaio.
“È ancora troppa la distanza delle posizioni aziendali rispetto alle nostre – dicono i sindacati -. Carrefour vorrebbe infatti sospendere la maturazione del salario variabile per due anni e fare lo stesso anche per quello fisso: in concreto, ogni lavoratore rischierebbe di perdere un migliaio di euro l’anno”. Un altro punto controverso riguarda il trattamento economico del lavoro festivo e domenicale: l’azienda punta a livellarlo verso il basso togliendotutti i benefit previsti dalla precedente contrattazione con il Gruppo Gs, ora assorbito da Carrefour che, proprio poco prima di Natale, ha anche proceduto alla sostituzione di marchi e loghi nei punti vendita ex Gs.
Purtroppo, non si tratta solo di dichiarazioni di principio: successivamente alla disdetta dell’integrativo il 1° ottobre, infatti, l’azienda aveva emanato un vademecum aziendale che annullava premi di risultato aziendali, salari e modificava diritti acquisiti a cominciare dalle pause durante l’orario di lavoro.