Carrefour: analisti divisi sulle prospettive

21/03/2007
AFFARI & FINANZA

Supplemento di economia, investimenti e management a
"il lunedì di Repubblica" del 19 marzo 2007. Anno 22 N.11

    Pagina 38 – Finanza

    Analisti divisi sulle prospettive di Carrefour

      SARAH POZZOLI

        Analisti divisi sulle prospettive di Carrefour. Il numero uno europeo della grande distribuzione ha archiviato il 2006 con un utile netto di 2,26 miliardi di euro, in rialzo del 58% circa rispetto ai 1,44 miliardi di euro nel 2005. Senza considerare il guadagno derivante dalla vendita dell’unità coreana, la progressione è stata però del 3,3% a 1,86 miliardi in linea con le attese degli analisti intervistati da Bloomberg. I ricavi invece sono risultati in crescita del 6,6% a 77,9 miliardi di euro. I vertici del gruppo hanno deciso di distribuire agli azionisti un dividendo pari a 1,03 euro per azione, il 3% in più rispetto all’anno precedente. Il dividendo sarà pagato il 4 maggio. Per quanto riguarda il futuro, il gruppo francese, che è presente in Italia con oltre 1.500 punti di vendita (tra cui 53 ipermercati a marchio suo e 460 supermercati Gs, con un fatturato di oltre 6 miliardi), prevede il rafforzamento dei prodotti monomarca e nel 2007 l’apertura di almeno 1,5 milioni di metri quadrati di supermercati, di cui 1 milione fuori dalla Francia, Italia, Belgio e Spagna. Un’attenzione speciale sarà dedicata ai mercati emergenti, in particolare India e Russia. Per quest’anno la compagnia prevede un fatturato "superiore o uguale" a quello del 2006 con l’obiettivo di un incremento dei ricavi nel 2008 attorno al 10%.

        Le strategie di crescita del gigante francese non convincono però Jp Morgan. "Non vediamo nessun cambiamento deciso nella strategia di Carrefour – scrivono gli analisti in un report . Non crediamo che aprire nuovi punti vendita da solo sia la soluzione giusta e nemmeno cedere asset". Inoltre, continuano gli analisti "non hanno mostrato alcun desiderio di avviare investimenti operativi". Il giudizio sul titolo di Jp Morgan resta dunque neutral e il target di prezzo a 48 euro, con un margine di ribasso potenziale del 9% circa rispetto alle quotazioni correnti. "Il prezzo dell’azione è supportato dall’entrata di azionisti attivi, ma nel breve periodo le prospettive negative limiteranno ogni tentativo di rialzo", concludono gli analisti. Poco entusiamo emerge anche da una nota di Deutsche Bank che ha mantenuto il giudizio hold (tenere in portafoglio) sul titolo con un target di prezzo a 54 euro, poco più dei prezzi correnti. Risultati in linea con le attese, scrivono gli analisti in una nota. Sulla stessa linea Ing Financial markets sempre con giudizio hold e target di prezzo sul titolo a 51 euro. L’analista osserva che la compagnia ha riportato risultati in linea con le stime e che ha mantenuto le previsioni sul 2007 e 2008. Tuttavia, secondo l’analista di Ing, c’è una certa cautela relativamente al prezzo ulteriore dei reinvestimenti richiesti per guadagnare quote di mercato, specialmente in Francia. Più ottimisti invece gli analisti di Morgan Stanley che hanno alzato il loro giudizio sul titolo a overweight (sovrappesare) dal precedente neutral.

        Secondo il broker, Carrefour trarrà beneficio dall’arrivo dei nuovi azionisti, Bernard Arnault, l’uomo più ricco di Francia e patron di Lvmh, nonché il fondo Colony Capital, entrati con una partecipazione che sfiora il 10% del capitale. L’operazione, che ha richiesto un investimento valutato a 3,45 miliardi, è stata annunciata proprio alla vigilia della presentazione dei risultati 2006 e a poche ore dall’estromissione dal consiglio di sorveglianza di Carrefour di Luc Vandevelde, ormai inviso alla famiglia Halley, il principale azionista del gruppo con il 13% del capitale e 20% dei diritti di voto. Arnault, che ha una fortuna personale stimata a 17 miliardi di euro, è ora diventato il secondo azionista assieme a Colony Capital, attraverso una società comune, Blue Capital, detenuta 50/50. Cosa faranno i nuovi azionisti? In un comunicato congiunto, spiegano che il loro "è un investimento strategico e industriale" convinti che Carrefour "possiede un forte potenziale di crescita". "In questa prospettiva – aggiungono intendono lavorare in collaborazione con il gruppo Halley e il management". Molti analisti pensano invece che ad attirare l’investimento sia il patrimonio immobiliare di Carrefour che potrebbe essere spinto a vendere le mura dei suoi supermercati, seguendo l’esempio di Accor che sta vendendo le mura dei suoi alberghi. Era stato proprio Colony a spingere Accor, quando ne era azionista, a valorizzare i suoi beni immobiliari cedendo asset per 1,6 miliardi di euro che hanno contribuito al suo risanamento. Carrefour valuta il proprio patrimonio immobiliare tra i 15 e 20 miliardi. Il titolo nell’ultimo anno ha guadagnato oltre il 20%.