Carrefour – A Milano nuovo tentativo di «spesa proletaria»

03/09/2010

Nuovo tentativo di «spesa proletaria», ieri, da parte di alcuni dei 64 lavoratori licenziati delle cooperative che lavorano nel milanese per il gruppo Carrefour: la prova, del tutto dimostrativa, si è svolta senza tensioni nel supermercato del gruppo francese di via Farini a Milano. Di fronte al supermercato è stata installata una tenda che ospiterà alcuni manifestanti, mentre oggi una delegazione di lavoratori sarà ricevuta nell’arcivescovado di Milano, dove consegnerà una lettera indirizzata al cardinale Dionigi Tettamanzi. I lavoratori espulsi dalle cooperative, ma reintegrati dal giudice, assicurano che ripeteranno presto il tentativo di fare la spesa in cambio delle paghe che non ricevono da giugno. «Sono in tutto 88 giorni che non abbiamo lo stipendio», affermano gli ex addetti alla cooperativa che lavorava per Carrefour, molti dei quali stranieri, che spesso si riuniscono in gruppetti separati a seconda dell’origine etnica. Presso la sede Filt-Cgil di Milano è stata aperta una sorta di «borsa alimentare» per chiedere ai cittadini di portare generi di prima necessità per le famiglie dei lavoratori licenziati. Sulla vicenda, definita dal sindacato come «la Melfi del Nord», in agosto si è espresso il giudice del lavoro di Milano che ha intimato alla cooperativa RM e al consorzio Gemal di reintegrare i lavoratori e un delegato sindacale, ma la cosa finora non ha avuto seguito. RM, spiega la Cgil, è una delle tante cooperative a cui era stato affidato l’espletamento di parte del lavoro appaltato da Gs Carrefour al consorzio Gemal, poi da quest’ultimo straordinariamente passato ad altra coop che da Bari ha fatto la sua comparsa in Lombardia. «La lotta di questi lavoratori è esemplare – dice Nino Baseotto (Cgil Lombardia) – Gs Carrefour non può pensare che i propri magazzini e supermercati siano zone franche rispetto a leggi italiane e a sentenze della magistratura».