Carrara. Turni massacranti, multata anche l’Asl

12/10/2006
    gioved� 12 ottobre 2006

    Pagina 3 – Massa – Carrara

      Turni massacranti, multata anche l’Asl

        Nel mirino anche supermercati e alcuni Comuni della Lunigiana

        �C’� il lavoro nero e c’� quello grigio� Stagionali di servizio anche per due mesi consecutivi

          FEDERICA MANFRONE

          CARRARA. Sanit�, grande distribuzione, enti pubblici, trasporti. Ci sono anche dei settori insospettabili tra quelli su cui si sono abbattute le sanzioni della direzione provinciale del lavoro per la violazione delle norme su orari di lavoro e turni di riposo. I controlli della Provincia, svolti su un campione di circa 100 aziende tra pubbliche e private hanno evidenziato una situazione – secondo lo stesso ispettorato – preoccupante: troppe le violazioni con gravi rischi per i lavoratori.

            Sono state irrogate multe per svariate centinaia di migliaia di euro per le irregolarit� riscontrate nei turni di un migliaio di lavoratori. E a sorpresa tra le aziende in cui sono stati riscontrati comportamenti non conformi alla legge figurano anche la nostra Asl e alcuni Comuni della Lunigiana, oltre che alcuni supermercati, l’azienda dell’acqua, il settore degli autotrasportatori e tutta la fascia di lavoratori a contratto stagionale assunti nella nostra zona durante i mesi estivi.

            Straordinari, turni massacranti soprattutto nelle situazioni di emergenza come i periodi di intensa attivit� o quelli di carenza di personale, il mancato rispetto del turno di riposo settimanale di almeno 24 ore e di quello giornaliero di 11 ore tra un turno e l’altro con la conseguente esposizione dei lavoratori a stress psico-fisico che soprattutto in alcuni settori si trasforma in un rischio per la loro stessa sicurezza.

            Un panorama per nulla roseo se si pensa che con tutta probabilit� questa � soltanto la punta dell’iceberg perch�, come hanno spiegato dal Dipartimento del Lavoro, la difficolt� spesso � nel far emergere questo tipo di comportamenti da parte delle aziende, perch� se nelle grandi imprese dove l’orario di lavoro del personale � registrato elettronicamente o nel caso dei trasporti dove i turni sono registrati nei cronotachigrafi degli autisti � possibile eseguire controlli scrupolosi, nelle piccole e medie aziende in cui non ci sono dispositivi di controllo ci si pu� affidare solo ai controlli in loco o alle denunce del personale stesso, che per� nella maggior parte dei casi � reticente.

            Una situazione non nuova neppure per i sindacati che in misura e in settori diversi hanno pi� volte registrato simili fenomeni. �La cosa non mi stupisce – ha commentato Fabrizio Dazzi responsabile del settore della Uil – spesso queste situazioni di impiego massivo del personale accadono per l’impossibilit� di assumere nuovi collaboratori, soprattutto nel settore pubblico dove i tagli delle passate finanziarie hanno comportato uno sfruttamento maggiore delle risorse disponibili, i casi sono molti: strutture di assistenza, categorie come ad esempio i vigili urbani nei periodi estivi o gli impiegati della grande distribuzione soprattutto durante i week end. La sola soluzione � la sensibilizzazione e la sindacalizzazione dei lavoratori che non devono essere conniventi con simili atteggiamenti ma devono esigere il rispetto dei loro diritti con nuove assunzioni o stipule di contratti a termine per i momenti di pi� intensa attivit�.

            �Sono casi molto diffusi – � stato il commeto di Crecenzo Resile della Cgil – sopratutto nel settore infermieristico. Il problema � sempre la carenza di organici�. �Abbiamo riscontrato il fenomeno soprattutto nelle piccole medie imprese commerciali – ha aggiunto Stefano Nicoli di Filcams – nelle quali effettuare controlli � molto pi� difficile, le situazioni pi� rischiose le abbiamo comunque rintracciate nell’ambito dei contratti stagionali, ci sono persino casi di lavoratori impiegati per due mesi consecutivi senza un solo giorno di riposo�.

            Nessuna sorpresa neppure per il segretario Cisl Sergio Zangolli: �Lo chiamo il problema del lavoro grigio, che dopo il lavoro nero � il nemico numero uno nella battaglia del sindacato, contratti non rispettati, norme bypassate, purtroppo � una realt� molto diffusa. Si pensi ai lavori sociali o alle cooperative nelle quali con la scusa del socio lavoratore si commettono ogni genere di soprusi�.