Carovita, intesa Tesoro-Campidoglio

23/11/2004

    martedì 23 novembre 2004

    LOTTA ALL’INFLAZIONE

      Carovita, intesa Tesoro-Campidoglio
      Ma per i commercianti è uno «show»

        ROMA – «Solo un grande show mediatico», commenta il presidente della Confcommercio romana, Cesare Pambianchi. «Di quest’accordo con il governo noi non sappiamo assolutamente nulla» ribatte Walter Giammaria, segretario della Confesercenti. Dopo Torino, Milano e Palermo, la campagna del governo per il contenimento dei prezzi e il rafforzamento del potere d’acquisto sbarca a Roma. Accompagnata, questa volta, dalle polemiche. Tenuti all’oscuro dell’iniziativa, commercianti ed esercenti appaiono piuttosto perplessi, se non scettici, sulla sostanza dell’accordo che sarà firmato giovedì in Campidoglio dal sindaco Walter Veltroni e dal ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco. Il fatto è, sostengono i negozianti, che a Roma c’è già un accordo per raffreddare i prezzi che coinvolge produttori, piccola e grande distribuzione. «Roma Spendebene», così si chiama l’iniziativa avviata dal Comune, funziona già da un paio d’anni e sta dando buoni risultati. I prezzi dei 65 prodotti contenuti nel paniere, che a gennaio crescevano del 4,7% annuo rispetto ad una media nazionale del 4,3%, a ottobre avevano rallentato la loro corsa all’1,1%, secondo gli ultimi dati dell’assessorato al commercio capitolino.

        «Il ministero dell’Economia ci ha chiesto se si poteva fare anche a Roma un accordo sulla difesa del potere d’acquisto come quello fatto in altre città d’Italia. Noi con quel programma abbiamo preso un impegno verso i cittadini. E non abbiamo difficoltà a sancirlo anche nei confronti del governo» sostengono al Comune. Spiegando che la base dell’accordo con l’Economia sarà sempre il programma «Roma Spendebene». Che sarà ampliato per abbracciare altri prodotti e soprattutto reso più incisivo, «con l’obiettivo di portare ad una diminuzione dei prezzi del 4% l’anno» aggiungono all’assessorato.

        Dell’impegno alla riduzione dei prezzi, però, Confcommercio e Confesercenti dicono di non sapere proprio nulla. «Roma ha già affrontato il problema dei prezzi molto prima che Siniscalco e il governo si accorgessero che ce n’era bisogno. Arrivano un po’ tardi, e se il riferimento della nuova iniziativa di Roma è il modello di Torino, non ho difficoltà a dire che rischia di essere solo un grande show mediatico, che fa comodo al governo per dire che controlla i prezzi, e alla grande distribuzione per le sue speculazioni pubblicitarie» dice Pambianchi.

        «Noi non siamo stati minimamente coinvolti. Non sappiamo nulla della riduzione dei prezzi. Il governo sta solo facendo propaganda» dice il segretario romano della Confesercenti. Il presidente nazionale, Marco Venturi, ha incontrato dieci giorni fa Siniscalco proprio per discutere della campagna per la difesa del potere d’acquisto avviata dall’esecutivo. «Meglio intese come quelle che tenta Siniscalco con tutta la filiera della produzione, che quelle che fa il ministro Marzano solo con le grandi catene dei supermercati. Con l’Economia stiamo discutendo, potremmo dare respiro nazionale alla nostra campagna territoriale "Spesa Amica" con sconti del 2% su 45 prodotti del listino» dice Venturi. «Il vero problema è che il governo, per far funzionare queste cose, deve mettere anche lui qualcosa sul piatto. Servono degli incentivi, ma di questi finora non c’è traccia. Non ci possono chiedere sacrifici e poi aumentarci le tasse con la revisione degli studi di settore».

        Mario Sensini