Carovita & consumatori: «Inflazione, indice Istat non reale»

10/09/2002




10 settembre 2002

Ma l’istituto replica: il mancato arrivo dei dati non rende inefficace la misura dei prezzi

«Inflazione, indice Istat non reale»


I consumatori: 21 comuni assenti dalla rilevazione, pari a un sesto degli italiani

      ROMA – Tregua già finita tra Istat e consumatori. Ad attaccare l’istituto di statistica, a pochi giorni da un incontro che era apparso pacificatorio, è l’Intesa composta da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Sotto accusa tornano i metodi di rilevamento dei prezzi al consumo. Ma questa volta la polemica si allarga agli uffici di statistica comunali che mensilmente dovrebbero effettuare le indagini: «Ventuno su 97 non forniscono alcun dato all’Istat – spiega carte alla mano Carlo Rienzi del Codacons -. In questo modo il livello dei prezzi relativi a un sesto dei cittadini italiani scompare nel nulla. In Sicilia l’omissione riguarda cinque comuni su nove, pari al 33% della popolazione». L’Intesa stima che l’assenza di questi dati, più consistente al Sud, porterebbe a sottostimare il tasso di inflazione di una percentuale che oscilla tra lo 0,1% e lo 0,3%. Per questo l’associazione ha denunciato per omissione e abuso di atti d’ufficio i sindaci dei Comuni interessati: Pavia, Vicenza, Gorizia, Imperia, Rieti, Frosinone, Caserta, Benevento, Avellino, Salerno, Taranto, Lecce, Matera, Catanzaro, Messina, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Nuoro. Resta fuori Aosta che si sarebbe messa in regola nell’ultima rilevazione. «La mancata partecipazione di un certo numero di Comuni – replica l’Istat – non inficia la correttezza della misura dell’inflazione». Il criterio adoperato, si precisa, ha come base di calcolo le Regioni. Per ciascuna di esse il dato finale è calcolato in maniera ponderata, tenendo conto del peso dei Comuni non presenti. L’Istat dunque ammette che l’indice è calcolato su 76 Comuni, con esclusione di quelli che «non partecipano per mancata rilevazione dei prezzi o perché hanno fornito rilevazioni non conformi alle note Istat». Il fatto che alcuni uffici di statistica non collaborino, secondo l’Intesa, è inquietante. «Ma c’è dell’altro. Esiste – continua Rienzi – la tendenza degli uffici a trattare le "omissioni occasionali di rilevazione" come "assenza di variazione di prezzo", falsando i dati per difetto. E poi c’è la consuetudine di rilevare i prezzi dei prodotti anche quando non sono sul mercato, ad esempio il cappotto d’estate».
      L’Intesa ha confermato lo sciopero dei consumi di giovedì prossimo cui hanno aderito, tra gli altri, l’Ulivo, la Casa del consumatore (nata dall’iniziativa di Forza Italia), la Cgil e il collettivo no-global Alimonda. L’iniziativa viene criticata dalla «Coalizione per i consumatori», che ha iniziato la settimana di mobilitazione sul «caroprezzi nell’agroalimentare». Altroconsumo infine attiverà venerdì il numero verde 800.194.491 per fornire «informazioni utili per risparmiare».
Antonella Baccaro
Carovita & consumatori
      LE ACCUSE DELL’«INTESA»

      L’Intesa composta da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori ha riaperto il fronte delle polemiche sulle rilevazioni dell’Istat sull’inflazione. Anche se questa volta sotto il mirino dei consumatori non c’è il discusso paniere per la rilevazione dei prezzi, ma gli uffici di statistica comunali che mensilmente dovrebbero effettuare le indagini: per Carlo Rienzi del Codacons 21 comuni su 97 non forniscono alcun numero all’Istat creando un vuoto sui dati di un sesto dei cittadini

      L’INFLAZIONE SOTTOSTIMATA

      In Sicilia l’omissione riguarda cinque comuni su nove, pari al 33% della popolazione. L’Intesa stima che l’assenza di questi dati, più consistente al Sud, porterebbe a sottostimare il tasso di inflazione di una percentuale che oscilla tra lo 0,1% e lo 0,3%

      LO SCIOPERO IN PROGRAMMA

      L’Intesa ha confermato lo sciopero dei consumi di giovedì prossimo cui hanno aderito, tra gli altri, l’Ulivo, la Casa del consumatore (nata dall’iniziativa di Forza Italia), la Cgil e il collettivo no-global Alimonda. L’iniziativa viene criticata dalla «Coalizione per i consumatori» che ha iniziato la settimana di mobilitazione sul «caroprezzi nell’agroalimentare»