“Carovita 3″ E.Raspelli: «Troppo costosi, locali vuoti»

08/11/2004


    lunedì 8 Novembre 2004

    «Troppo costosi, locali vuoti»

    Raspelli: la qualità è in discesa ovunque
    I prezzi ormai sono sventole tremende


    Paolo Poletti

    Gira per ristoranti da molti anni, per lavoro, con puntate all’estero, e quando sente i risultati della ricerca americana Edoardo Raspelli, critico gastronomico di lungo corso, scoppia in una sonora risata. «Mi sembra una barzelletta, peccato che non ci sia più La Domenica del Corriere, potevano vincere il premio per la migliore della settimana».

    Quindi i ristoranti italiani costano come quelli stranieri, non di meno?

    «Io frequento soprattutto locali al top, o comunque di prestigio, e in questo caso noto una differenza di listini, nel senso che in un ristorante importante francese o svizzero si possono spendere per un pasto completo, e con un ottimo vino, anche 400-500 euro a persona, contro i 250-300 dell’Italia. Una bazzecola per le tasche dei ricchi giapponesi o americani che li frequentano, ma le similitudini finiscono qui. Se passiamo ai livelli normali le cose cambiano».


    In che senso?

    «Nel senso che i nostri prezzi sono diventati impossibili, e se quest’anno la presenza dei tedeschi è scesa del 30 per cento significa che sono impossibili non solo per gli italiani. Io al ristorante ci vado solo perchè mi pagano per farlo, ho la nota spese. Con la famiglia non ci metto piede da molto tempo, ci entro solo per un compleanno. La statistiche come questa americana non so come le fanno, so solo che a mezzogiorno i locali sono vuoti e alla sera lavoricchiano. Anzi, quelli solo alla moda e dalla gastronomia inconsistente sono sempre vuoti, giustamente».


    Colpa solo dei prezzi?

    «Colpa di una qualità in discesa a fronte di prezzi che ormai sono sventole tremende, come minimo 40-50 euro a persona in un posto appena decente, un vero impatto psicologico. Sono raddopiati in poco tempo, dopo l’introduzione dell’euro, e senza ragione. Anzi, una ragione ci sarebbe».


    Quale?

    «La furbizia dei nostri ristoratori. Si sentono furbi ma alla lunga la pagano. E ormai sono nella palta. Chi ha uno stipendio fisso, tradotto dalla lira in euro, al ristorante non ci va più. Per questo il settore sta entrando in crisi, devono cominciare a pensare di abbassarli i prezzi. Ormai la gente i ristoranti, non solo di lusso, non li frequenta più: li legge sui giornali…».