Caro mensa, sciopero di due ore dei dipendenti del Pam

16/09/2004


            giovedì 16 settembre 2004

             
            Pagina 34 – Provincia
             
            SPINEA
             
            Caro mensa, sciopero di due ore dei dipendenti del Pam
             
             SPINEA. La giornata di ieri per il centinaio di dipendenti in sciopero (su 400) della Pam di Spinea è cominciata presto. Già alle 7.30 alcuni gruppi cominciavano a distribuire volantini lungo le principali direttrici del traffico vicino alla sede di via delle Industrie, in special modo nella rotonda distante poche centinaia di metri, lungo la Miranese, dove si congiungono le provinciali da e per Mirano, Mestre, Martellago, Dolo. Un modo come un altro per far sentire la loro voce. Nessun problema di traffico, solo alcuni rallentamenti. Ieri mattina, infatti, era prevista l’astensione al lavoro di due ore, dalle 8.30 alle 10.30, per protestare contro i disagi (andare al ristorante o consumare un panino) causati dalla chiusura della mensa (di cui possono usufruire 260 dipendenti) in ristrutturazione e per quanto accadrà alla sua riapertura, prevista tra pochi giorni, con il costo dei pasti che triplicherà in un colpo solo, da 0,83 euro attuali a 2,35. E così il gruppo di manifestanti, per lo più appartenenti agli uffici amministrativi, hanno mostrato il loro disappunto davanti alla sede della Pam con una serie di slogan rivolti ai dirigenti. Secondo i sindacati, il caro mensa è dovuto all’alto costo del servizio, circa 220 mila euro annui: l’azienda vorrebbe far gravare il 35% ai dipendenti. «Noi chiediamo – dice una delle rappresentanti delle Rsu Ilaria Barlese – che venga rimborsato il costo del pranzo sostenuto da ogni lavoratore dal momento in cui il servizio è stato sospeso, cioè dal 6 settembre scorso, e che in futuro gli aumenti vengano adeguati ai canoni Istat e non secondo i costi sostenuti dall’impresa». Frattanto i vertici della Pam hanno confermato la disponibilità a sedersi quanto prima attorno ad un tavolo con i sindacati per cercare di trovare una soluzione valida per entrambe le parti.

            (Alessandro Ragazzo)