Caro lettino su sabbia a buon mercato

28/07/2005
    giovedì 28 luglio 2005

    LE CONCESSIONI DEMANIALI A CONFRONTO CON LE TARIFFE

      Caro lettino su sabbia a buon mercato

        Enrico Ferrari

          IMPERIA
          Si parte per le spiagge. Preso tutto? Il doposole? Gli occhiali neri? Il borsone per gli asciugamani? E soprattutto, il libretto d’assegni? I titolari di stabilimenti balneari, da parte loro, hanno già ricevuto un regalo per l’estate che vale un dono di Natale: le revisioni dei canoni demaniali, che allo stato attuale raggiungono cifre risibili (in media per un impianto di 2 mila metri lineari si pagano da 3700 a 3800 euro), slittano all’autunno. E intanto, in determinate «oasi» turistiche, cabine e sdraio costano oro. In alcuni casi si è in realtà arrivati alla cifra limite: 252 euro la settimana per un ombrellone e due lettini a Santa Margherita Ligure, la località più cara d’Italia, sono un caso estremo: ma Lerici, con i suoi 31,50 euro giornalieri, non è da meno. Verso Ponente si ragiona un po’ di più: a Diano Marina, sempre per la dotazione minima di un ombrellone e due lettini la media è sui 18 euro. Ma tutto è relativo. In alcune strutture dianesi si arriva a 26,60 e per la prima, ambitissima fila si superano i trenta. Insomma, spiaggia che vai, prezzo che trovi.

            Dice Riccardo Borgo, di Bergeggi, presidente nazionale del Sindacato italiano stabilimenti balneari (in Liguria sono un migliaio): «In media nella nostra regione c’è una forbice di 5 euro fra prezzi minimi e massimi: si va da 2,50 a 4,50 per l’ingresso con l’utilizzo della cabina, da 10 a 14 per un ombrellone "arredato" di due sedie a sdraio, da 12 a 17 se si usano invece i lettini. La cabina privata singola, in grado di accogliere fino a quattro persone, con due sdraio, costa da 20 a 25, con due lettini da 25 a 30». In questo caso, se si resta a lungo, il libretto d’assegni serve di sicuro. Aggiunge Borgo: «Non è possibile mettere a confronto situazioni diverse: Fregene e la Versilia non sono uguali alla Liguria. Rimini, poi, è del tutto particolare: le concessioni sono rilasciate in maniera diversa. Di sicuro nel Sud le tariffe sono un po’ più basse. Comunque quest’anno non abbiamo aumentato i prezzi oltre il tasso d’inflazione, vista anche la limitata disponibilità economica delle famiglie e la riduzione dei consumi». In definitiva, si sono messi un mano sul cuore, o meglio sul portafogli.

              La possibilità che i canoni salgano del 150 per cento (Tremonti voleva arrivare al 300%, ma il declassamento delle spiagge ligure dalla classe B alle C ha dimezzato gli aumenti) verrà quindi discussa a ombrelloni chiusi. Prosegue Borgo: «Abbiamo ottenuto una proroga: i metodi di calcolo dovranno essere definiti il 31 ottobre. A Noli un impianto, nonostante il declassamento, rischia di sborsare, fra conguaglio 2004 e importo 2005, la cifra di 93 mila euro».

                I conti e le decisioni in merito sono tutti slittati a dopo l’estate e i titolari assicurano che questa eventualità non incide sulle tariffe, in alcuni casi miracolosamente invariate, come giurano e spergiurano a Rimini. In Liguria si parla di ritocchi intorno al 3%, del tutto in linea con l’inflazione, mentre al Sud, che in molti casi resta più a buon mercato, si va dal 10 al 15 per cento.

                  Ma allora, quanto costa l’ombrellone? Il problema è che lo Stivale, con i suoi 10 mila stabilimenti balneari, presenta realtà estremamente diversificate. Ad esempio, per mettere piede sull’infuocata sabbia di Ostia, affollato lido che garantisce refrigerio ai romani, è necessario pagare 2 euro. Nella Riviera adriatica, invece, non si paga pedaggio e in più i prezzi includono un serie di servizi aggiuntivi, indice dell’industriosità e anche della fantasia dei riminesi: i bagnini mettono a disposizione biciclette, servizi di baby sitter (ma c’è una spiaggia «children-friendly» pure a Diano Marina, nel cuore del Ponente ligure), massaggi yoga e, udite udite, biblioteche. In spiaggia si legge spesso e volentieri: l’Apt che gestisce 1400 bagni marini nei ha preso atto. Dice il responsabile Fabio Grassi: «I prezzi? Invariati. Alcuni bagni, in polemica con Intesa Consumatori che paventava rincari del 10 per cento, hanno inalberato le scritte "Tariffe invariate". Io abito a Cesenatico e ho trovato un listino prezzo di otto anni fa: la cabina costava 14 mila euro al giorno. Ora sono 7,50 euro». Quasi tutti gli impianti dispongono poi di beach volley, beach soccer. E poi, si cerca di inventare motivo di aggregazione: martedì sera a Marina di Ravenna Carlo Lucarelli ha messo in scena un giallo sulla battigia». Certo, non tutti possono contare su Lucarelli per animare (o rianimare) i bagnanti.

                    In definitiva, buone vacanze (al mare) a tutti. Ma assieme alla crema solare, ricordatevi il libretto d’assegni. O la carta di credito. Servono sempre, per evitare di «scottarsi».

                      RIVIERA ADRIATICA

                      Nessun aumento, è questo il vanto della Riviera adriatica, dove molti gestori di stabilimenti quest’anno espongono il cartello: «Tariffe 2004». Qui, il costo di un ombrellone più due lettini varia dai 16 euro giornalieri di Riccione agli 11 della più popolare Cesenatico. 15 euro sono la spesa media a Cattolica, 14 a Rimini, 11,50 a Bellaria-Igea Marina.

                      Le spiagge adriatiche offrono un buon livello di servizi, sono le più grandi ed attrezzate d’Italia, quasi tutte dotate di palestre all’aperto o attrezzi ginnici, giochi per i bambini, lettini gemelli per le coppie, musica e videogiochi.

                      IN LIGURIA

                      L’aumento medio di un posto – ombrellone più due lettini – nelle piccole ma spesso belle spiagge liguri quest’anno è del 3%. A Santa Margherita il prezzo di un ombrellone più due lettini, in alta stagione, è di 36 auro al giorno. A Imperia si scende a meno della metà, 15 euro. Si tratta di due estremi, in mezzo ai quali troviamo i 18 euro di Diano Marina e i 31,50 di Lerici. In molte località liguri esiste anche una tariffa d’ingresso in spiaggia (dai 2,50 ai 4,50 euro comprensivi di uso di uno spogliatoio comune). Il costo giornaliero di una cabina privata è di circa 20,25 euro. Pochissime le spiagge libere.

                      CENTRO E SUD

                      Le belle spiagge del Centro e del Sud Italia erano tradizionalmente le meno care, ma si stanno velocemente allineando con le tariffe liguri. E’ qui, infatti, che il caro lettino ha colpito più duro: 15 per cento è l’aumento medio delle tariffe rispetto all’anno scorso.
                      In alcune località si paga anche l’ingresso in spiaggia, ad esempio Ostia, dove ai 21 euro dei due lettini più ombrellone occorre aggiungerne due a persona. 32 euro è la cifra media richiesta a Forte dei Marmi, 30 a Taormina, 20 sulla costa palermitana, la più economica di tutta la Sicilia, 25 in provincia di Trapani.