Carlson Wagonlit Travel, il primo incontro al Ministero. Calenda invita a ritirare i licenziamenti

15/02/2018
Carlson Wagonlit

Questa mattina il Ministro Calenda ha presieduto il primo incontro del tavolo di crisi richiesto dalla Filcams Cgil, insieme a Fisascat e Uiltucs, sulla vertenza che riguarda la multinazionale dei viaggi di affari Carlson Wagonlit Travel.

L’azienda sta lavorando da anni a un progressivo spostamento di parte delle pratiche da lavorare nei Paesi dell’Est Europa, a partire dalle funzioni di finanza e tesoreria fino al servizio di biglietteria e servizi al viaggiatore, ovvero il core business di CWT.

Oggi queste scelte si concretizzano con la decisione di chiudere la sede operativa di Torino, con la previsione di 50 esuberi.

“Le scelte di Carlson” ha detto la Filcams al tavolo ministeriale “introducono elementi di concorrenza al ribasso nel settore, che spingeranno i principali players a cercare la compressione del costo del lavoro con un circolo vizioso che dequalifica l’intero sistema”.

Il ministro Calenda ha parlato della necessità di “riqualificare il settore” anche con interventi formativi per aggiornare le competenze, e ha dichiarato che il Ministero dello Sviluppo lavorerà  anche sui committenti affinché inseriscano tra i criteri di selezione per i servizi di business travel/agenzie viaggi, quello della collocazione del lavoro in Italia nel rispetto della normativa, come fatto per il settore dei call center.

Il Ministro ha quindi chiesto a Carlosn Wagonlit di ritirare la procedura di licenziamento collettivo, diversamente ha annunciato che farà valere una clausola sociale affinché i contratti gestiti ad oggi da CWT (aziende quali Ferrero, Burgo, Novartis, Generali, Barilla, Poltrona Frau, Credem, Samsonite) siano presi in carico da aziende che salvaguardino i livelli occupazionali.

“Abbiamo apprezzato l’intervento del Ministro, molto netto e lucido rispetto alla situazione del settore” ha affermato Luca De Zolt della Filcams Nazionale “e dato disponibilità a discutere di interventi utili al recupero della redditività dell’azienda, a patto che si mantengano le sedi sul territorio e che si ritiri la procedura di licenziamento avviata”.