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Carlson Wagonlit Travel, esito incontro 07/04/2017

Roma, 10 aprile 2017

Testo Unitario

Si è tenuto il giorno 7 aprile l’incontro con Carlson Wagonlit Travel finalizzato al proseguo del confronto sui progetti di riorganizzazione aziendale in corso.

L’azienda ha illustrato gli aggiornamenti rispetto al progetto Star, il quale non comporterà nessun esubero. Il personale impattato infatti verrà in parte utilizzato per il mantenimento di alcuni servizi che continueranno a essere svolti in Italia, in parte ricollocato su altre posizioni interne.

Dopo esserci accertati che i passaggi avvengano nel rispetto degli inquadramento contrattuali e retributivi, abbiamo sottolineato come la gestione di tutto il progetto non abbia visto un reale processo di negoziazione, in quanto l’azienda si è mossa in autonomia sui criteri di mantenimento/ricollocazione delle persone. L’azienda ha comunicato che incentiverà eventuali lavoratori nel perimetro del progetto che esprimessero la volontà all’esodo.

Per Star il processo si è chiuso positivamente, ovvero senza perdita di posti di lavoro, e pertanto non possiamo che prendere atto del lavoro svolto dall’azienda, ma le modalità utilizzate non possono per noi rappresentare un precedente al quale fare riferimento.

Si è quindi passati al tema della riorganizzazione del TS: l’azienda ha annunciato che intende applicare le direttive assunte a livello globale chiudendo le sedi di Bologna (escluso il presidio Coesia), Padova e Firenze (escluso il M&E). La chiusura dovrebbe avvenire entro giugno 2017.

Il perimetro impattato riguarda 32 lavoratori e lavoratrici, alle quali l’azienda intende proporre il trasferimento presso altre sedi aziendali.

Abbiamo contestato il progetto, che per noi non è condivisibile sotto più profili:

- la chiusura di sedi sarà dannosa per il business, in quanto l’azienda si ritira di fatto dal mercato, peraltro in zone del Paese in cui la presenza territoriale è dirimente nel rapporto con i clienti;
- la chiusura di sedi non ha nessuno strumento di gestione per mitigare le scelte aziendali, non essendovi ammortizzatori sociali disponibili;
- i trasferimenti rappresentano per noi dei licenziamenti di fatto, in quanto le sedi che rimarranno aperte sono tutte considerevolmente distanti da quelle in chiusura;
- ci preoccupano le scelte aziendali esposte a livello di CAE, che prospettano una ulteriore riduzione di sedi nel nostro Paese, e su cui chiediamo di fare una netta inversione di marcia.

Nella discussione con l’azienda si sono rimarcate le reciproche posizioni che rimangono distanti, sia rispetto al piano industriale sia rispetto al proseguo del confronto.

Abbiamo stabilito di prendere del tempo per verificare la possibilità di un terreno comune su cui lavorare, che per noi deve includere un’assunzione di responsabilità dell’azienda rispetto agli effetti del piano di chiusure.

L’azienda ci ha proposto la sottoscrizione di un verbale di incontro, che abbiamo rifiutato visto che avrebbe rappresentano una potenziale dichiarazione di esubero fuori dalla normativa prevista dalla legge 223/91.

Abbiamo fissato un nuova data di incontro per il 19 aprile, ore 14.30, a Roma.

Al fine di continuare nel percorso di solidarietà e mobilitazione avviato con lo sciopero del 3 aprile, lo stato di agitazione è confermato in tutte le sedi CWT Italia.

    p. La Filcams Cgil Nazionale

Luca De Zolt