Cari delegati come staremo dentro Mirafiori?

11/01/2011

Il segretario della Cgil risponde alla lettera dei delegati della fabbrica pubblicata dall’Unità. «Il modello Marchionne
non va bene, la Cgil rispetterà le scelte dei lavoratori»

Care compagne, Cari compagni,
che la CGIL sia con voi e con le lavoratrici e i lavoratori di Mirafiori e Pomigliano per tenere aperta la prospettiva di un cambiamento e che sia con voi nel dire no all’accordo voluto da Fiat e sottoscritto da altri, non vi è alcun dubbio. E non è certo solidarietà, ma la profonda convinzione che il Modello Marchionne propone condizioni di lavoro che non vanno bene, sottrae diritti, mette in discussione la libertà dei lavoratori di essere rappresentati.
No a quegli accordi è senza alcun dubbio il sentire di tutta la CGIL. Per questo, per rispettare ed essere a fianco dei lavoratori abbiamo detto di votare no, ci sembrava insufficiente criticare e giudicare l’uso del referendum, tema tutto vero, che viene, se mi permettete, un momento dopo lo stare insieme ai lavoratori e alle lavoratrici. Un minuto dopo il provare ad aiutarli a dire no. Con grande rispetto per il travaglio che i lavoratori e le lavoratrici di Mirafiori avranno, proponendogli il no, e rispettando chi sceglierà il si.
Perché la funzione di un sindacato è organizzare, tutelare i lavoratori, proporgli le vie del cambiamento, del miglioramento delle loro condizioni. Proprio perché questa è la nostra funzione, diciamo no a quell’accordo che peggiora le condizioni di lavoro e viola diritti che riteniamo indisponibili. Se questa è la nostra funzione, direi la nostra ragion d’essere, la domanda che segue e che proponiamo a tutte e tutti è quella della ricerca della soluzione migliore. Sedovesse prevalere il si, se venisse sconfitta la nostra idea di votare no, ma comunque anche se si ritenesse non valido il referendum, si applicherà quell’accordo; come ottempereremo allora alla nostra funzione di rappresentanza dei lavoratori, comericostruiremo le condizioni del cambiamento?
Questa la domanda che dobbiamo proporci proprio perché siamo insieme e vicini. Insieme oggi nel giudicare,ma pronti ad interrogarci per traguardare un futuro dentro le aziende Fiat. Sicuramente possiamo, vogliamo, dobbiamo incontrarci per fare insieme le riflessioni che la vertenza propone a tutti noi. Vi so in questi giorni impegnati nelle assemblee e nella campagna elettorale, organizzeremo per i giorni successivi. Con affetto.