Caprotti denuncia il dominio delle Coop

21/09/2007
    venerdì 21 settembre 2007

    Pagina 25 – Economia

    UN LIBRO, «FALCE E CARRELLO», SULLA SUA GUERRA CON IL COLOSSO DELLA LEGA

      Caprotti denuncia
      il dominio delle Coop

        E oggi dirà se vende Esselunga agli stranieri

        ARMANDO ZENI

        MILANO
        L’occasione è la presentazione dell’ultimo atto d’accusa contro il sistema delle Coop raccolto in un libro che fin dal titolo (“Falce e carrello”) promette di essere una bomba. Ma l’attesa per la prima conferenza stampa di Bernardo Caprotti è soprattutto per quello che potrà dire il patron di Esselunga, l’uomo che nel dopoguerra ha portato i supermercati in Italia, sul futuro del suo gruppo. Molti giurano nel grande annuncio – la cessione di Esselunga – su cui da tempo si scommette e che almeno un paio di volte in passato è stata ipotizzata dallo stesso Caprotti. «Risponderà a tutte le domande che gli saranno rivolte», promettono i consulenti di comunicazione che hanno preparato55 quello che si annuncia come l’evento del giorno a Milano. Quel che è certo è che tra i possibili acquirenti mai e poi mai ci saranno gli odiati rivali delle cooperative. Dopo le polemiche precedenti, le pagine di replica alle avance di Coop, Caprotti ha addirittura dedicato un anno del suo tempo per mettere insieme “Falce e carrello” e scavare un solco invalicabile tra Esselunga e Coop, accusate (con tanto di nome e cognomi, come si evince dalle anticipazioni pubblicate dal numero in edicola di Panorama) di «aver giocato sporco per fermare Esselunga».

        Se non a Coop, operatore numero uno in Italia nella grande distribuzione alimentare, a chi passerà la mano Caprotti? Al colosso inglese Tesco, colosso da 82,5 miliardi di dollari di ricavi (contro i 5 miliardi di Esselunga), candidato (secondo i rumors) numero uno all’acquisto per disponibilità, nome e prestigio? O agli spagnoli di El Corte Inglés? Nomi, entrambi, già emersi in passato sulla scia delle voci di un’imminente cessione di Esselunga. Pare invece tramontata per sempre l’alternativa della quotazione di Esselunga in Borsa come qualcuno, tra gli addetti ai lavori, aveva immaginato come ipotesi concreta per fare della società una sorta di public company in mano a investitori istituzionali, piccoli risparmiatori, fornitori e dipendenti.

        Intanto, in attesa di conferme sul domani di Esselunga, fa già discutere il nuovo j’accuse di “Falce e carrello” sulle Coop. Privilegi fiscali («Pagano la metà delle tasse»), coperture politiche da parte dei partiti della sinistra, posizioni di monopolio in intere regioni. Accuse anticipate ieri in una lettera al “Sole 24 ore” nella quale Caprotti ha definito «disastroso e pericoloso per il mercato» il modo di operare del pachiderma Coop alle quali ha replicato duro il presidente di Legacoop, Giuliano Poletti («Coop è diventata un soggetto di primo piano della distribuzione moderna e non certo per protezioni e inauditi privilegi fiscali») che ha ironizzato sul possibile annuncio del patron di Esselunga di cedere la sua azienda.