Caprotti-Coop: è duello aperto

21/09/2007
    venerdì 21 settembre 2007

    Pagina 37 – Economia

    Caprotti-Coop, è duello aperto
    Poletti: non ha più eredi e vende

      Il patron di Esselunga lancia il suo libro contro gli iper della Lega

        Roberta Scagliarini

          Coop in gran consiglio, ieri, per mettere a punto la controffensiva all’attacco di Bernardo Caprotti. Il vertice dell’Ancc, l’associazione delle coop di largo consumo presieduta da Aldo Soldi, si è riunito ieri per decidere quale strategia adottare in risposta agli strali che pioveranno oggi, nella conferenza stampa convocata dal patron di Esselunga. E’ probabile che a stretto giro di posta siano le Coop a convocare la stampa. Ieri un assaggio della imminente bagarre è arrivato dal numero uno di Legacoop, Giuliano Poletti, che in una nota ha risposto alla dura lettera pubblicata da Caprotti sul «Sole24 Ore». I toni della polemica tra i due colossi della grande distribuzione sono saliti parecchio da un anno a questa parte ma intanto dal polverone delle accuse è emersa la notizia ormai nota: Esselunga è in vendita. Se ci sono trattative in corso Caprotti lo svelerà forse oggi. Si sa però che la lista degli interessati è lunga e che tra ai più gettonati figurano i gruppi Tesco e El Corte Ingles. Anche le coop si sono candidate un anno fa all’acquisto del loro concorrente privato ma senza fortuna.

          Fu proprio la proposta lanciata da Soldi in un’intervista nella quale sosteneva la necessità di difendere l’italianità del sistema della grande distribuzione a scatenare l’ira del concorrente privato e il botta e risposta a suon di pagine pubblicitarie sui quotidiani. Di fatto se Esselunga finirà in mani estere l’unico gruppo italiano di dimensioni europee rimarrà proprio quello degli ipermercati cooperativi con 12 miliardi di ricavi, 1300 punti vendita e 52 mila addetti. A proposito della valutazione di Esselunga (130 punti vendita, 5 miliardi di fatturato e 179 milioni di utile) l’unica cifra circolata è quella ripresa proprio da Poletti nella sua nota.

          «Pare che la probabile vendita di Esselunga – ha sostenuto il numero uno della Lega – frutterà al signor Caprotti, secondo stime attendibili, circa 5 mi-liardi, se Esselunga fosse stata una cooperativa, egli avrebbe potuto recedere dal suo status di socio riprendendosi la propria quota di capitale sociale (circa 25 euro). C’è forse qualche differenza tra una cooperativa ed un’impresa capitalistica? ». Poletti, senza tanti giri di parole, ha anche indicato nella mancanza di eredi diretti il vero motivo della decisione di vendere Esselunga. «Dispiace che il signor Caprotti voglia addossare ad altri la responsabilità di una decisione, quella di vendere – ha argomentato il capo delle cooperative – che è soltanto sua e che evidentemente è motivata dall’impossibilità di trovare nella sua famiglia una persona ritenuta adeguata per ricevere il testimone della guida dell’ azienda».

          Per parte sua l’imprenditore 81enne si era invece cimentato in un’accusa a 360 gradi al sistema «coop-rosse» senza tralasciare apprezzamenti personali su Soldi. «Non cessa di stupire ha scritto Caprotti – che alla testa di un organismo (l’Ancc) presieduto un tempo da uomini del calibro di Ivano Barberini venga tollerato ancora questo signore che usi di mondo non ne ha».