Canto del cigno del turismo

03/09/2004


         
         
         
         
        Numero 211, pag. 13 del 3/9/2004
        Autore: di Fabio Donfrancesco
         
        Canto del cigno del turismo
         
        Enrico Letta (Margherita) e Pierluigi Bersani (Ds): governo inadempiente.
        Il centro-sinistra presenta mozione alla camera
         
        ´Il governo ha lasciato l’industria del turismo in uno stato di completo abbandono, quando invece era ed è necessario assumere misure urgenti per il suo sostegno e per il futuro sviluppo, in modo da evitare il rischio di una crisi ancora più grave e di una forte caduta dei livelli occupazionali’. È un attacco a tutto campo alla politica sin qui tenuta dal governo, quello lanciato ieri a Roma da Enrico Letta e Pierluigi Bersani, responsabili economici rispettivamente della Margherita e dei Ds, nel presentare alla stampa una mozione sottoscritta da tutto l’Ulivo, contenente svariate proposte per far uscire il turismo dalle sabbie mobili della crisi. Dopo una precisa e impietosa disamina dello stato di profonda crisi in cui versa il comparto, i due esponenti del centro-sinistra hanno chiarito quali siano i passi da compiere per fronteggiare tale situazione, al di là delle tante promesse pronunciate da Berlusconi e dai suoi ministri.

        ´C’è l’urgente necessità di mettere in campo una politica nazionale del turismo, che il governo invece in questi tre anni ha progressivamente smantellato’, ha premesso Letta. ´Siamo arrivati al punto che non si è neppure sostituito il sottosegretario delegato al turismo, quel famoso leghista Stefano Stefani, che insultò i turisti tedeschi e dovette lasciare il suo incarico. È il momento di reagire, il centro-sinistra si farà promotore insieme alle regioni, di un’analisi per valutare se occorra anche ripristinare un ministero ad hoc, come richiesto dalle associazioni di categoria’.

        Il responsabile economico della Margherita ha ricordato come il governo abbia disatteso le speranze degli operatori del settore: ´Non è con gli eventi propagandistici, come la Conferenza nazionale sul turismo in programma il 20 e 21 settembre, che si promuove il settore’, ha polemizzato Letta, ´se poi al contempo si tagliano i fondi. I finanziamenti dell’Enit sono passati dai 35 milioni di euro del 2002 ai 28 del 2003, mentre nel 2004 si sono ridotti a 25 milioni, la metà di quanto destina l’Austria alla sua promozione. E la riforma dell’Enit va concordata con le regioni e con le categorie interessate e finora non si è trovata l’intesa né delle une né delle altre’.

        L’esponente del centro-sinistra ha poi ricordato che ´la legge finanziaria, per il 2004, prevedeva 56 milioni di euro di stanziamento per la qualificazione del settore per tutta Italia, ridotti poi di 33 milioni con il decreto tagliaspese. Le risorse sono andate decrescendo, dai 135 milioni del 2001 (ultima Finanziaria del centro-sinistra) al 45 del 2002, ai 75 del 2003, decurtati poi del 20% dall’ex ministro Tremonti. Per non dire poi della scandalosa previsione di spesa di 2,5 milioni di euro nel previsionale per tutto il comparto turistico nel 2005′.

        Il cahier des doléances della coppia Letta-Bersani non finisce certo qui. L’esponente dei Ds, dal canto suo, ha rilevato come ´siano state cancellate tutte le agevolazioni fiscali introdotte negli anni passati a favore delle imprese. In particolare l’accelerazione delle quote di ammortamento per le spese di manutenzione e ammodernamento degli immobili adibiti ad attività turistica e le misure per la cosiddetta rottamazione del commercio e del turismo. Sono stati ridotti inoltre i fondi destinati alla legge n. 488 del 1992, che avevano consentito a molte località del Mezzogiorno di far nascere nuovi insediamenti. Così come è stato cancellato il credito d’imposta ai datori di lavoro del settore per l’incremento dell’occupazione’. Bersani ha ironizzato quando poi ha ricordato che ´l’unica novità nei confronti del turismo si è ridotta al tentativo di far cassa proponendo un aumento del 300% dei canoni demaniali degli stabilimenti balneari e dei campeggi, manovra che ha suscitato, alla vigilia della stagione estiva, lo stato d’agitazione delle categorie interessate, con il rischio di far schizzare i costi per le famiglie in vacanza’.

        Al termine di questa raffica di critiche all’operato del governo, Letta e Bersani hanno elencato la serie di interventi che il centro-sinistra ritiene di dover attuare: la riforma dell’Enit che valorizzi maggiormente l’apporto delle regioni; un piano straordinario di promozione della ´marca Italia’, con particolare attenzione verso i mercati emergenti; il ripristino dei finanziamenti destinati ai sistemi turistici locali; il rilancio dell’iniziativa in sede europea per cancellare i vantaggi concorrenziali che si sono costituiti a favore di Spagna, Francia e Grecia con il dumping fiscale; misure concrete per settori come il turismo congressuale, con la deducibilità delle aliquote Iva; risoluzione del contenzioso sui canoni demaniali attraverso l’accertamento e il recupero dell’evasione; lo sviluppo di una politica di espansione tramite protocolli d’intesa fra regioni, comuni e società di gestione della rete di trasporto per la diversificazione delle tariffe e un più efficace sistema. E, ha concluso Bersani, ´salvaguardare i livelli occupazionali estendendo la cassa integrazione al settore e riducendo gli oneri fiscali alle imprese in crisi’. (riproduzione riservata)