Cannes: aperta la riunione dei sindacati del G20



Cannes: aperta la riunione dei sindacati del G20
03/11/2011  | Politiche globali

Alla vigilia del vertice dei capi di stato e di governo, in una Cannes blindata da migliaia di poliziotti e forze speciali, ha cominciato i suoi lavori “L 20”, la riunione dei sindacati dei paesi del G20. L’impegno dei sindacati, in realtà, ha avuto inizio a Parigi, dove una delegazione, guidata dal segretario generale della CSI-ITUC Sharan Burrow (presente, secondo la rotazione CGIL, CISL, UIL, Luigi Angeletti), è stata ricevuta all’Eliseo dal Presidente Sarkozy. Un gesto di attenzione alle tematiche poste dai sindacati, che sarà replicato, a Cannes, da diversi incontri previsti con capi di stato e di governo, quali Barak Obama, Angela Merkel, Cristina Kirchner, Julia Gillard (Australia), Dilma Roussef, Yoshihido Noda, David Cameron e Josè Luis Zapatero. La riunione L20 di Cannes è iniziata con un incontro con il presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso ed è proseguita incontrando il Direttore Generale dell’OIL, Juan Somavia, il Segretario generale dell’OCSE, Angel Gurria, e il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, Pascal Lamy. A tutti sono state presentate le richieste dei sindacati perché la creazione di posti di lavoro dignitoso e produttivo, soprattutto per i giovani, la riduzione delle disuguaglianze, l’estensione a tutti  paesi di uno zoccolo di protezione sociale di base, la regolazione del sistema finanziario e l’introduzione a livello globale di una tassa sulle transazioni finanziarie siano finalmente decise e attuate dai governi del G20. Barroso si è particolarmente soffermato sulla situazione della crisi del debito sovrano in Europa e sulle ultime decisioni del governo greco, che avrebbero messo in discussione le “positive decisioni del vertice europeo del 26 ottobre scorso”. Rispondendo alle indicazioni dei sindacati, Barroso ha confermato la decisione della Commissione per l’introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie, ha annunciato che già nel mese di novembre sarà presentata una proposta sugli Eurobonds, in un’ottica di parziale “mutualizzazione” del debito sovrano, a condizione di una maggiore integrazione delle politiche economiche e fiscali. Ha confermato di ritenere irrinunciabile la piena “indipendenza” della BCE, ma che “insieme alla stabilità dei prezzi deve essere considerata la stabilità finanziaria, soprattutto nell’eurozona”. Pur sostenendo l’opportunità di avere “mercati del lavoro più flessibili” ha confermato che le politiche sociali e del lavoro sono di competenza dei singoli stati membri e che non vi sono modelli o ricette univoche, poiché ciascun paese ha proprie tradizioni e culture nella gestione del mercato del lavoro, affermando, incidentalmente, che la “flexisecutity” ha una sua storia e un suo significato in Danimarca, non proponibile in altri paesi dell’UE. A distanza di qualche ora, Bernadette Segol, segretario generale della CES, gli ha risposto sulla questione greca, mettendo in rilievo come sia essenziale dare la parola alle persone che sono fatte oggetto di pesanti misure restrittive delle loro condizioni di vita e di lavoro, e confermando il giudizio di iniquità e inefficacia delle scelte di “austerità” imposte alla Grecia, che ne hanno aggravato anche la situazione economica e del debito.

Il Direttore Generale dell’OIL, Somavia, più “interno” alla discussione col sindacato, uno dei costituenti dell’OIL, ha sottolineato il punto politico del vertice dei G20: trovare soluzioni positive alla crisi che colpisce soprattutto l’Europa e gli Stati Uniti, salvaguardando i valori dei diritti del lavoro, del dialogo sociale, del welfare state che sono costitutivi della stessa OIL e un cui regresso, specialmente in Europa, sarebbe letale per l’Unione Europea come per la stessa Organizzazione Internazionale del Lavoro. Somavia ha sottolineato come, a partire dalla “primavera araba”, la mobilitazione sociale e dei giovani si stia estendendo a tutto il mondo e richieda risposte efficaci ed eque da parte delle istituzioni politiche, pena la completa sfiducia dei popoli verso i loro politici e le loro istituzioni. “Servono azioni coerenti e immediate” per creare 80 milioni di posti di lavoro necessari per ristabilire almeno la situazione precedente all’inizio della crisi. L’OIL sta facendo la sua parte, producendo analisi e proposte, spingendo sui governi per decisioni coerenti, fornendo appoggio politico e tecnico alla task force delineata dai ministri del lavoro del G20 per affrontare la questione della disoccupazione giovanile, portando alla Conferenza Internazionale del Lavoro del prossimo anno la decisione di una Norma Internazionale a sostegno dello zoccolo di protezione sociale di base per tutti i paesi del mondo.

La gravità della situazione occupazionale, la necessità di porre la creazione di posti di lavoro di qualità e di ridurre le crescenti diseguaglianze al centro delle decisioni del G20 è stata sottolineata anche dal Segretario Generale dell’Ocse, Gurria, che ha ricordato come la crisi abbia pesantemente aggravato la questione dei disoccupati di lunga durata, in molti paesi rigettati al di sotto della soglia di povertà. A fianco della sempre più stretta collaborazione con l’OIL, l’Ocse ha appena prodotto lo studio sullo stato dell’economia e dell’occupazione a livello globale e si appresta – a dicembre – a pubblicare la seconda edizione del suo studio sulle diseguaglianze, che dimostra, appunto, come le diseguaglianze tra paesi e all’interno dei singoli paesi siano state ulteriormente aggravate dalla gestione della crisi, divenendo un grave problema non solo etico e sociale, ma di sostenibilità economica. Che conferma la necessità di politiche fiscali progressive, che colpiscano le ricchezze, i patrimoni e la finanza.

Pascal Lamy, direttore dell’OMC, ha riconfermato le difficoltà in cui versa il cosiddetto “Doha round” degli accordi commerciali multilaterali, in un quadro di più generale difficoltà del multilateralismo. Nonostante il mandato limitato ricevuto dai membri, l’OMC sta lavorando per studiare l’impatto degli accordi commerciali sull’occupazione, la protezione sociale e l’ambiente.
Un fitto calendario di lavoro è previsto per la giornata del 3 novembre, quando tutti i leader del G20 saranno arrivati a Cannes e continueranno gli incontri di “L20” con le istituzioni internazionali.
Intanto, a Nizza, prosegue il “Forum dei Popoli”, aperto dalla grande manifestazione del 1mo novembre. Tra i vari seminari e dibattiti, la CGIL ha partecipato ad un confronto tra sindacati e organizzazioni della società civile organizzato dalla CGT, con la partecipazione, tra gli altri, delle francesi FSU e Solidaire, e della confederazione sindacale coreana KCTU.

Leopoldo Tartaglia