Cancellato il contratto nazionale

24/03/2011

Siamo lavoratrici e lavoratori del settore del commercio. I126 febbraio si è conclusa la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di categoria con la firma separata di Fisascat-Cisl e UilTucs-Uil. La Filcams-Cgil non ha sottoscritto l`intesa che di fatto peggiora in maniera drastica le nostre condizioni materiali di lavoro. t`accordo separato prevede il pagamento diretto della malattia da parte delle aziende (in applicazione del D.l.g. 112/08 ). Questo consentirà alle imprese un risparmio sulla contribuzione sociale, con conseguente fuoriuscita dall`Inps. La cessazione del pagamento
dei primi tre giorni a partire dal quinto evento di malattia. Questo con la scusa di combattere l`assenteismo che nel nostro settore è minimo in considerazione del fatto che la stragrande maggioranza delle imprese del settore è al di sotto dei 15 dipendenti (in queste imprese non ti puoi ammalare altrimenti ti cacciano). Si introduce un doppio trattamento in merito ai permessi retribuiti che penalizza i nuovi assunti, che solo dopo 4 anni potranno godere dello stesso trattamento dei lavoratori in forza. Si limita fortemente lo sviluppo del secondo livello di contrattazione:
vengono definiti limiti e divieti, individuando nell`istituto delle deroghe al contratto nazionale la principale leva incentivante; diversi istituti contrattuali disapplicati e peggiorati nel secondo livello di contrattazione, di fatto cancellando il contratto nazionale. L`applicazione dell`Ipca comporta una perdita di 406 euro su base annua a regime per un full-lime N livello. Si recepisce integralmente il principio della deroga al contratto nazionale: se un`azienda è in crisi o decide di investire ha il diritto di non applicare molti istituti del contratto nazionale quali il part-time, la retribuzione delle festività, delle domeniche e del lavoro straordinario, la durata dell`orario di lavoro, gli scatti di anzianità, il riposo settimanale e i permessi retribuiti, la determinazione del periodo di ferie, i diritti sindacali. Riteniamo questo accordo inaccettabile nel merito dei contenuti ma anche per il fatto che si inserisce in un più generale attacco ai diritti del mondo del lavoro, attraverso la politica degli accordi separati e di una legislazione volta a tutelare gli interessi delle imprese a scapito di quelli della lasse lavoratrice. Questa offensiva di classe, intrapresa dal padronato italiano con la complicità di Cisl e Uil, non più dei sindacati ma agenzie di servizi, si concretizza nello smantellamento del contratto nazionale, l`ultimo ostacolo verso la completa balcanizzazione del mondo del lavoro. Siamo stanchi di subire accordi senza avere il diritto di decidere in merito a ciò che ricadrà poi sulla nostra pelle. Ribadendo che qualsiasi consultazione o referendum non possa avere ad oggetto materie indisponibili come la derogabilità al contratto nazionale. Per queste ragioni nelle prossime settimane scenderemo in sciopero e parteciperemo allo sciopero generale indetto dalla Cgil il 6 maggio. Facciamo parte di una categoria che conta milioni di lavoratori per cui riteniamo di avere il sacrosanto diritto di parola e soprattutto il diritto di pretendere dai media la dovuta attenzione. Per tali ragioni vi chiediamo di darci una mano. Panorama Ostia, Roma