Cancellati dalla crisi 14mila negozi

14/09/2013


La crisi dei consumi mette alle corde i piccoli negozi. Nei primi otto mesi dell`anno se ne registrano 14.20o in meno: si tratta del saldo nel commercio al dettaglio tra 18.209 nuovi negozi in sede fissa e 32.454 chiusure. Si registra comunque un miglioramento, anche se debole – rileva l`osservatorio di Confesercenti – rispetto al saldo di natimortalità dell`analogo periodo del 2012. 11 miglior risultato di quest`anno si spiega, principalmente, con l`aumento delle nuove iscrizioni (+2.015 rispetto al 2012), un dato che compensa il più lieve incremento delle chiusure (+489 sullo scorso anno). «Tecnicamente – osserva il segretario generale di Confesercenti, Mauro Bussoni – la recessione sta per finire ma non si può dire altrettanto della crisi del commercio. È chiaro a tutti che le liberalizzazioni delle aperture non servono ad agganciare la ripresa: il miglioramento dei dati nel 2013 è così lieve da sembrare più che altro un rimbalzo». Del resto il quadro generale non induce all`ottimismo: secondo i dati Istat sulle vendite al consumo di giugno (-3% tendenziale), in 17 mesi consecutivi solo due hanno registrato una variazione congiunturale positiva. E la caduta della domanda, dopo mobili,. calzature ed elettrodomestici, ha investito anche beni primari come gli alimenti e i farmaceutici. Ma la crisi investe quasi tutti i canali distributivi, compresa la distribuzione moderna. A proposito della grande distribuzione, ieri iltavolo regionale per la vertenza in Campania tra Unicoop e sindacati si è chiuso bruscamente con un nulla di fatto. «Ora ci aspettiamo 225 lettere di licenziamento» dichiara Luana Dí Tuoro, segretario Filcams di Napoli, praticamente tutti gli addetti dell`Ipercoop di Afragola. Il crollo dei consumi ha colpito una delle regioni più deboli del Sud: l`anno scorso il fatturato diIpercoop Tirreno è scivolato daimmilioni a138, con perdite per 14 milioni. «Coop Adriatica e Coop Estense – aggiunge Di Tuoro – hanno quantificato 93 esuberi e ci hanno chiesto una riduzione durissima degli orari di lavoro. Noi abbiamo risposto di voler accedere agli ammortizzatori sociali. Davanti al diniego è scattato il mancato accordo».