Canali Commerciali: la Gdo ha un fatturato di 51 miliardi di euro

08/04/2002



La Gdo ha un fatturato di 51 miliardi di euro

V.Ch.

La distribuzione moderna (ossia ipermercati, supermercati e superette) ha sviluppato nel 2001 un giro d’affari di 50 miliardi e 90 milioni di euro, secondo le rilevazioni di Iri-Infoscan. Il maggior dinamismo è stato messo a segno dalle cosiddette merci varie (+13,6%) cui corrisponde un giro d’affari di 6.166 milioni di euro, seguite dal complesso dei prodotti di largo consumo confezionati (30.932 milioni di euro di ricavi e una crescita dell’8,3% sul 2000), per un totale di 37.098 milioni di euro di fatturato e una crescita media del 9,1 per cento. A tutto ciò si aggiunge (ma la stima è relativa solo a supermercati e ipermercati) che i prodotti sfusi e a peso variabile sviluppano un business da 12.992 milioni di euro (+3% sul 2000). Le ultime stime indicano poi che la formula degli ipermercati sta soffrendo. Le rilevazioni sulle vendite (in base alle quantità vendute) registrano diffuse flessioni: la media italiana dei canali della distribuzione moderna evidenzia un calo dell’1,3% laddove gli ipermercati subiscono una caduta generale del 2,6 per cento. In difficoltà anche i supermercati medio-piccoli, con punte negative anche del 5,4% per le strutture tra i 1.200 e i 2.499 metri quadrati, mentre sono i superstore (oltre i 2.500 metri) a guadagnare terreno (+37,3%). «Nella analisi del 2001 – come sottolinea Sabino Gravina, client service vicepresident di Iri-Infoscan – si rileva anche il fatto che, al netto delle nuove aperture, gli ipermercati hanno fatto registrare una crescita dell’1,4% soltanto, mentre per i supermarket l’incremento del business è stato del 5,7 per cento. Sicuramente il soggetto più vivace in questo momento è il supermercato che, grazie a una rivoluzione della formula, si sta rilanciando. Ritengo che nel lungo periodo l’invecchiamento della popolazione, lo sviluppo di politiche commerciali più raffinate e mirate, il poco tempo disponibile per l’attività di shopping daranno ulteriore linfa ai supermercati di vicinato e ai superstore». L’analisi della dinamica delle vendite a valore registra poi il fatto che nel 2001 è stato il Nord-Ovest a mettere a segno l’incremento più elevato del giro d’affari (+10%) per i canali moderni, mentre i negozi di piccole dimensioni e quelli tradizionali hanno perduto terreno (-3,1%). Superiore alla media italiana (+7,8%) anche la crescita al Sud (+8%) della distribuzione moderna a fronte di una caduta pesante della rete tradizionale (-7%). Per quanto riguarda la media italiana i negozi di minori dimensioni hanno registrato una flessione delle vendite pari al 4,8% tra 2000 e 2001. Infine, si sta registrando una flessione generale della pressione promozionale, all’indomani della introduzione anche in Italia di una normativa che vieta (o quantomeno disciplina) le vendite sottocosto. Ci sono segnali che soprattutto negli ipermercati la spinta delle promozioni sulle vendite si sia un po’ attutita. Ma in generale un po’ tutti i canali della distribuzione moderna stanno registrando cali apprezzabili. Infine l’effetto mucca pazza e soprattutto l’emergenza terrorismo dilagata dopo gli attentati dell’11 settembre hanno lasciato sì il segno, ma la situazione nel complesso appare in netto miglioramento rispetto ai periodi di maggiore difficoltà. A fine 2001, ad esempio, le vendite di carne fresca bovina sono ritornate nettamente positive (+5,8%) dopo un anno molto difficile, con flessioni, in volume anche del 57,2 per cento.

Lunedí 08 Aprile 2002