Camusso: sciopero generale il 6 maggio

04/03/2011

La Cgil ha indetto lo sciopero generale il 6 maggio prossimo. Ad annunciarlo, chiudendo l’attivo dei delegati sindacali di Modena, il segretario generale Susanna Camusso. Lo sciopero sarà di quattro ore con manifestazioni territoriali.

La decisione di indire lo sciopero, spiega una nota, era stata già presa la scorsa settimana durante una riunione del comitato direttivo nazionale della Cgil che aveva dato mandato alla segreteria confederale di decidere la data e le modalità dello sciopero. Lo sciopero generale, secondo il documento approvato dal direttivo, serve perché «è necessario rimettere al centro il tema del lavoro e dello sviluppo, riconquistare un modello contrattuale unitario e battere la pratica degli accordi separati, riassorbire la disoccupazione, contrastare il precariato, estendere le protezioni sociali e ridare fiducia ai giovani. Serve una nuova stagione fatta di obiettivi condivisi e rispettosi della dignità del lavoro e serve definire le regole della democrazia e della rappresentanza».

La Fp-Cgil revoca lo sciopero del 25 marzo. Critiche dalla Fiom: «Data troppo in là, serve una manifestazione più estesa»
A fronte della proclamazione dello sciopero per il 6 maggio, l’astensione dal lavoro già indetta dalla Fp-Cgil per il 25 marzo, unitamente alla Flc-Cgil, è stata revocata, per «senso di responsabilità verso i lavoratori, già duramente colpiti dalla crisi, nonché verso i cittadini che, pur vedendosi garantiti i servizi minimi, sopporterebbero situazioni di disagio a distanza ravvicinata». «I lavoratori dei settori pubblici e privati che erogano servizi di pubblica utilità – prosegue la nota – confluiranno quindi nella protesta generale contro le politiche del governo che tentano di eliminare i diritti del lavoro e che vogliono ridurre i diritti di cittadinanza attraverso lo smantellamento del lavoro pubblico e dei settori che assicurano il welfare locale«.
Per la Fiom lo sciopero «è la peggiore delle decisioni migliori. Lo sciopero generale – spiega Giorgio Cremaschi del comitato centrale della Fiom – è stato chiesto da mesi e finalmente si fa. Ma la data è troppo in là rispetto alle urgenze e ai problemi e, soprattutto, non sono ancora chiare la dimensione e i contenuti dello sciopero. Sarebbe sbagliato uno sciopero di 4 ore indirizzato solo contro il governo. Occorre uno sciopero generale di 8 ore che coinvolga tutto il mondo del lavoro, compreso quello precario, e che sia indirizzato anche esplicitamente contro la Confindustria e il sistema delle imprese che, guidato dalla Fiat, sta distruggendo diritti e sistema contrattuale».

Il sostegno di Idv
Fra i primi ad aderire all’iniziativa della Cgil c’è l’Italia dei Valori: il presidente del partito, Antonio Di Pietro, e il responsabile lavoro e welfare del partito, Maurizio Zipponi, hanno firmato una nota nella quale si legge che «la mobilitazione contro il governo, che sta affossando il Paese, è un’importante azione per mandare a casa Berlusconi. Ecco perché, tutte le opposizioni politiche devono unirsi ai rappresentanti del lavoro e dell’impresa sana per abbattere un regime antidemocratico, che sta minando i fondamenti della Costituzione e della convivenza civile».