Camusso: risposte concrete o sarà sciopero generale

11/09/2012

Detassare le tredicesime e incentivare i premi di produttività: saranno le due principali proposte che Cgil, Cisl e Uil avanzeranno al governo, oggi nel corso dell’incontro convocato da Mario Monti. Proposte che partiranno dalla necessità di abbassare l’imposizione fiscale sul lavoro, come ripetuto più volte dai segretari confederali, cui è legata la possibilità dello sciopero generale della Cgil. «Stiamo perdendo mille posti di lavoro al giorno», lancia l’allarme il segretario Uil Luigi Angeletti, parlando di «autunno drammatico». Il leader Cisl Raffaele Bonanni da giorni insiste su un Patto che aumenti la produttività, chiedendo al governo di riportare all’insù i tetti per la detassazione del premio di produttività (al 10% per un massimo di 6mila euro l’anno per redditi sotto i 40mila euro). E la segretaria Cgil, Susanna Camusso, spinge per un abbassamento delle tasse per le tredicesime. «Prima di parlare di riduzione del cuneo fiscale – dice – credo che si debbano ridurre le tasse sui lavoratori e pensionati. Serve un segnale di discontinuità, per dare un po’ di soldi ai lavoratori e rilanciare i consumi. E questo si può realizzare detassando le tredicesime fino a 150mila euro di reddito». Dall’incontro di oggi con il governo, Camusso conta possano arrivare delle prime risposte nella direzione di equità e crescita, «visto che finora ci sono state solo scelte di rigore, pagate prevalentemente dai dipendenti e dai pensionati». ruolo propositivo Camusso ne parla al Direttivo della Cgil, ieri, elencando una piattaforma di obiettivi raggiungibili su redditi e lavoro. Per sostenerli, prospetta una «mobilitazione di lunga durata» fino allo sciopero generale. Nella relazione che ha aperto i lavori in Corso d’Italia, Camusso mette in cantiere lo sciopero dei lavoratori pubblici, già proclamato dalle categorie di Cgil e Uil per il 28 settembre; una grande iniziativa di mobilitazione per il lavoro, che riunifichi le tante vertenze aperte, da tenersi in ottobre; infine lo sciopero generale se nella Legge di stabilità non ci saranno risposte positive su redditi e lavoro. Reddito e lavoro sono i temi al centro della piattaforma. Innanzitutto con la richiesta di una «riforma fiscale, che parta dalla patrimoniale – dice Camusso – ma è difficile immaginare che possa essere realizzata. Per questo è necessario utilizzare subito le risorse recuperate con la lotta all’evasione fiscale per detassare le tredicesime dei dipendenti e dei pensionati e ridare così un po’ di ossigeno a coloro che in questi ultimi mesi hanno visto aggravare pesantemente le loro condizioni materiali, pagando più di altri il rigore imposto dal governo e salvando il Paese dal baratro». Il lavoro, ribadisce Camusso, necessita di «un intervento pubblico immediato da parte del governo per riunificare le tante vertenze aperte, a cominciare da Alcoa, e trovare soluzioni di tutela delle attività produttive accompagnandole fuori dalla crisi». Tra l’altro, proprio ieri è stato diffuso uno studio dell’Ires Cgil, secondo il quale sono quasi 4 milioni e mezzo le persone nell’area della «sofferenza occupazionale». L’inattività – si legge nella ricerca – è un fenomeno molto più diffuso in Italia che nel resto d’Europa, dentro al quale si trova una parte rilevante di esclusi dal lavoro (scoraggiati e i cassaintegrati) non formalmente riconosciuti come disoccupati. Inspiegabile, altrimenti, un tasso di disoccupazione nella media e un tasso di occupazione molto più basso di quello europeo. Si arriva alla enorme cifra di 4 milioni e 392mila persone (nel secondo trimestre del 2007, prima della crisi, erano 2 milioni e 475mila, con un aumento del 77%). «Sono necessarie – prosegue Camusso nella sua relazione al Direttivo – politiche industriali e per il lavoro da parte del governo, considerando chiusa la stagione del mercato regolatore». Fondamentale definire le direttrici del Paese, stabilendo «in quale direzione dobbiamo andare». La segretaria rileva il ruolo propositivo della confederazione, che sta realizzando un «Piano per il lavoro» che contiene un’idea per il Paese e il suo assetto strategico, aperto anche al contributo di esterni e che il sindacato conta di varare in occasione della prossima Conferenza di programma. Nella relazione Camusso ha parlato anche delle riforme avviate, delle pensioni e del lavoro: «Nella prossima legislatura – dice – andranno cambiate».