Camusso: quale futuro?

15/11/2010

Nell’attuale grave e incerto momento della vita politica italiana, la CGIL chiede che si parli del bene comune, di proposte, di programmi, di una diversa politica economica e sociale, dei problemi reali della gente. A cominciare da quelli dei giovani, al futuro dei quali è dedicata la manifestazione nazionale del 27 novembre a Roma. Nel dibattito politico e sui giornali si parla invece molto delle persone, anzi dei personaggi che popolano le cronache. Susanna Camusso, nei suoi primi giorni da segretario generale della CGIL, è intervenuta a molte iniziative di preparazione dell’appuntamento di fine mese a piazza S. Giovanni: a furia di parlare di persone – ha detto – “non abbiamo più un’idea di quale sia l’alternanza tra questo governo e un’altra strada possibile”. Per questo i richiami alla responsabilità, contro il logoramento della vita istituzionale, che sono venuti dal capo dello Stato, non possono che essere condivisi: l’attuale confusa situazione – ha detto Camusso più volte – esige che ci si occupi seriamente del paese. “In questo senso – ha osservato – capisco l’appello del Presidente Napolitano di mettere al riparo la legge Finanziaria”. “La maggioranza politica non c’è più – ha continuato la leader della CGIL – ma questo non coincide necessariamente, purtroppo, con il fatto che il governo stia per andarsene a casa. Noi continuiamo a contrastare Berlusconi e le sue politiche, ma manca ancora la consapevolezza della necessità di una alternativa netta e comprensibile all’esecutivo e all’attuale maggioranza”. Certo, la CGIL “non si vuole sostituire alle forze politiche, ma la
gravità della crisi non consente di fermare l’iniziativa”. “Vorremmo – ha detto Susanna Camusso a Bologna – che nella Finanziaria 2011 comincino ad esserci le risposte alle domande che poniamo con la piattaforma del 27 novembre in tema di lavoro, occupazione, disagio sociale, realtà di giovani e pensionati. Se queste risposte ci saranno, ne valuteremola qualità, se non ci saranno aumenteremo l’intensità dell’iniziativa”. Intanto la CGIL, per bocca
del segretario confederale Fulvio Fammoni, ha criticato la bozza dello statuto dei lavori del ministro Sacconi, rilevando che l’iniziativa “ha un unico evidente motivo: tentare di far saltare il tavolo di confronto tra le parti sociali, introducendo elementi di divisione e tentando di cancellare lo Statuto dei diritti dei lavoratori”.