Camusso: «Nuova manovra con patrimoniale». Produttività, si tratta

03/12/2010

Su come proseguire la mobilitazione, la Cgil deciderà dopo le feste di Natale. Ma alcune richieste al governo sono già chiare,come «una manovra economica che consolidi il debito pubblico attraverso l’istituzione di una patrimoniale alla francese sulle grandi ricchezze per mettere il paese al riparo dalla speculazione finanziaria » e «l’avvio immediato di una discussione che metta a conoscenza le parti sociali e l’intero paese su quanto richiesto dalle regole del nuovo patto di stabilità europeo», che potrebbero imporre già a gennaio la necessità di manovre per dimezzare il debito nei prossimi quattro o cinque anni. Così Susanna Camusso, nel corso della sua prima relazione introduttiva da segretaria generale della Cgil al Comitato direttivo di ieri, che si concluderà oggi. Una relazione centrata sulla crisi, «la cui dimensione si intensifica», e sul «tavolo per la crescita » avviato con gli altri sindacati e Confindustria, da cui la Cgil al momento non intende alzarsi, come invece le aveva chiesto di fare la Fiom. «I prossimi dieci, quindici, giorni saranno decisivi per capire se ci sono le condizioni per un accordo su tutti i punti», dice Camusso. Su ammortizzatori sociali, Mezzogiorno, semplificazione amministrativa, ricerca e innovazione «abbiamo trovato un’intesa. Rimangono aperti tre punti: fisco, federalismo e produttività, sui quali continueremo a discutere – avverte Camusso – guardando al merito e senza farci condizionare dall’evoluzione del quadro politico». Il tavolo, comunque, «non sarà la sede del tagliando al modello contrattuale – dice ancora Camusso – Per noi sono valide le motivazioni che non ci hanno fatto sottoscrivere quel modello». Nel prossimo direttivo convocato per il 20 e 21 dicembre le valutazioni conclusive.
INSTABILITÀ’ TOTALE Mail tavolo è aperto in una fase politica «caratterizzata da una totale instabilità, prodotto di due anni di mancanza di politiche di contrasto alla crisi», riprende Camusso. E se «è molto probabile che il Parlamento voti la sfiducia il 14 dicembre», un risultato giudicato «positivamente perché così finalmente il governo la smetterà di fare danni», la segretaria teme «le code velenose». Tre in particolare:un«aggravamento della crisi industriale che ha a che fare con questioni finanziarie e con il rimodellarsi degli assetti di potere»,un«piano per il Mezzogiorno ancora molto incerto», e il «procedere del processo federalista: la decretazione in atto va sospesa». Quanto alla riforma dell’università, Camusso ribadisce che «va ritirato il disegno di legge che ne peggiora la condizione ma, nel caso venisse approvato, dobbiamo dare una qualità differente alla nostra mobilitazione che non si limiti al contrasto ma si accompagni ad una proposta». Su democrazia e rappresentanza Camusso pone in premessa un monito: «Bisogna provare a utilizzare il criterio della rappresentanza per la formazione di maggioranze e di mandato. È necessario favorire la costruzione di coalizioni all’interno di una logica di mandato che sottragga ogni materia al vincolo referendario».