Camusso: ma così sarà possibile sfuggire alle tutele legislative

05/03/2010

ROMA – Susanna Camusso, perché la Cgil pensa che l’introduzione dell’arbitrato sia una sorta di attentato allo Statuto dei lavoratori e, in particolare, all’articolo 18?
«In realtà è un attentato al diritto del lavoro – risponde il segretario confederale – perché nella giurisdizione specifica si è sempre assunto il principio che il lavoratore è più debole della sua controparte. Con questa operazione non viene offerto uno strumento in più ma una certificazione con la quale il lavoratore viene costretto a rinunciare al ricorso in giudizio nel momento in cui si trova in una condizione di massima debolezza. Quando, per esempio, si trova ad essere assunto o non assunto».
Ma i lavoratori, lo sottolinea anche la Cisl, verranno sempre e comunque tutelati dai contratti nazionali.
«L’arbitrato è esattamente lo strumento per derogare ai contratti. Se il problema fosse soltanto quello che oggi viene raccontato e cioè la necessità di snellire le procedure della giustizia perché abolire allora le procedure di conciliazione che pure c’erano? Il fatto è che l’arbitro può anche decidere di derogare alle norme che esistono».
Una parte del sindacato, Bonanni per esempio, questo rischio non lo ha avverte?
«Credo che ogni tanto ci sia una sovrapposizione di autosufficienza e si può pensare che il diritto passi attraverso te e non in capo alle persone».
La Cisl dice che si sta studiando un accordo con Confindustria…
«Mi auguro che nessuno pensi a una nuova stagione di accordi separati. L’idea dell’arbitrato non la condivideremo mai. E ricorreremo alla Corte Costituzionale».
E anche allo sciopero generale?
«Ne abbiamo proclamato uno per il 12. Lì dentro ci sarà anche il tema dell’articolo 18 e dell’arbitrato».