Camusso: la Cgil ha la schiena dritta. La Fiom? Abbiamo tutti la stessa tessera

05/11/2010

La vita ha molti giorni, scrisse Cesare Pavese a Fernanda Pivano. Guglielmo Epifani lo cita, augura «buongiorno» alla Cgil come già fece al termine del congresso di Rimini e va a dirigere ricerca e scuola quadri del sindacato. «È il segretario che fa fatto più comizi di tutti» dice di lui Susanna Camusso che gli succede sul palco del teatro Quirino e al timone della Cgil. I comizi si fanno in piazza: Epifani ne ha fatti tanti perché Berlusconi, al governo 6 anni su 8 del suo mandato, gli ha dato un sacco di motivi. Ieri l’ex segretario della Cgil è stato salutato da una folla di uomini e donne della Cgil, della cultura e dello spettacolo, dell’informazione. E da un parterre di politici di centrosinistra e di sindacalisti. C’erano anche Bonanni e Angeletti: l’ultima volta che furono ospiti della Cgil (al congresso) vennero fischiati. Ieri c’è stato un applauso quando Epifani ha criticato gli attacchi subiti di recente dai due sindacati. L’invito che il segretario uscente della Cgil rivolge a Cisl e Uil è di riflettere «tanto più di fronte al degrado del paese e della vita pubblica».
DEGRADO Il degrado etico e morale «devastante », «fango di comportamenti di un totalitarismo di bassa lega» nel quale il paese sprofonda, è anche l’accusa di Camusso. «Un Paese allo sbando sempre più provinciale e irrilevante », continua Epifani. «Meno male che c’è al Quirinale un uomo vicino alle condizioni dei lavoratori ». La Cgil non intende stare a guardare: «Non siamo il signor No ma un’organizzazione con la schiena dritta che difende i diritti» e che ora come in futuro, è sempre fatto le sue scelte «nel merito», dice Camusso. Nel Paese alla deriva rimettere al centro il lavoro è un imperativo. Anche per la politica. Nelle prime file siede la delegazione Pd, con il segretario Pier Luigi Bersani, (e Fassina, Damiano, Finocchiaro, Nerozzi, Passoni, Cofferati). C’è Zipponi dell’Idv, Ferrero di Prc, Diliberto del Pdci e altri. Camusso parla della necessità di un’alternativa e li interroga. «Mi sono sentito chiamato in causa, tutti si devono sentire chiamati in causa», afferma Bersani. Ma, ha aggiunto, «prima di pensare all’alternativa, bisogna pensare a come superare questa fase senza finire nel caos. Chiunque può vedere che questo Paese non è governato ».
INSIDIE Guardando poi all’interno del sindacato, Susanna Camusso vede un’altra insidia, «le troppe tentazioni per trasferire al nostro interno le balcanizzazioni esterne», relative al panorama politico della sinistra. Ma la Cgil «non avrà mai una vocazione minoritaria, perché è confederale, e questo significa anche unita», ha aggiunto riferendosi a chi cavalca le divisioni con la Fiom. La tessera è la stessa per tutti. «Non la lasceremo mai sola» è il suo impegno. Quanto all’unità sindacale è «bene irrinunciabile»: per questo va trovata un’intesa con le altre sigle e le imprese per le regole sulla democrazia e la rappresentatività. «Le donne sono più pragmatiche degli uomini e questo ci aiuterà», afferma Raffaele Bonanni al termine della festa. «L’unità sindacale è importante – ha aggiunto – Ma non c’è unità senza pluralismo e rispetto reciproco». «Aspettiamo di vedere i primi passi ». A Susanna Camusso il jazzista Stefano di Battista regala una canzone che porta il suo nome. Massimo Wertmuller, che ha condotto dal palco, le porge una bicicletta «ora pedala», le dice. Nicky Nicolai le dedica «Volare» e la canta con tutto il teatro. Per Epifani la scelta ricade su «E se domani». «Bella ciao», invece è per tutti. Sulle sue note si conclude il mandato di Guglielmo Epifani ringraziato con una standing ovation. E inizia quello della prima donna alla guida della Cgil.