Camusso incontra Marcegaglia e cerca un’intesa

15/04/2011

Il confronto pubblico era saltato solo pochi giorni fa, in occasione dell’assemblea delle donne della FlaiCgil. Ma Susanna Camusso e Emma Marcegaglia hanno rimediato, incontrandosi «a sorpresa» ieri, per un faccia a faccia rigorosamente a porte chiuse, presso la foresteria degli industriali in Via Veneto, a Roma. Argomenti di discussione i contratti e la rappresentanza. E l’inatteso vis à vis ha già sollevato le proteste dell’opposizione interna alla Cgil, «La Cgil che vogliamo », con il portavoce Gianni Rinaldini che lo ha definito «improprio». La Cgil è in un guado difficile: sta preparando lo sciopero generale del 6 maggio, ma nel contempo la segreteria guidata da Camusso ha l’obiettivo di riallacciare il dialogo interrotto con Cisl, Uil e il mondo delle imprese. Il videomessaggio diffuso pochi giorni fa da Marcegaglia, in cui la presidente denunciava la «solitudine» degli industriali rispetto all’azione del governo,
ha certamente riavvicinato – seppure da punti di vista diversi – la Cgil e le imprese, rafforzando la linea di Camusso, improntata già nei mesi passati nel sottolineare le lamentele confindustriali e cercare le convergenze. Da qui l’incontro di ieri. Sui contratti permangono le distanze maggiori. Marcegaglia ha spiegato che sta «studiando la proposta Cgil»: «Ci sono alcuni punti sui quali è in corso un dibattito e una riflessione. La Cgil non ama la logica delle deroghe, parlano di contratti più sottili, i temi sono leggermente diversi. Noi non siamo interessati a separazioni, ma a cercare di unire le forze in un momento di difficoltà per il Paese. Ovviamente non possiamo tornare indietro rispetto a tutte le mosse che abbiamo fatto in questi tre anni». Questi, dunque, i paletti. Qualche mese fa, la Confindustria aveva specificato di essere disposta solo a un «tagliando» all’accordo separato sui modelli contrattuali siglato con Cisl e Uil nel 2009, pur di far rientrare la Cgil, ma nulla di più. Camusso, dal canto suo, ha spiegato che «con Confindustria continua una interlocuzione tesa a trovare una soluzione sul tema della rappresentanza mentre profonde differenze rimangono nel giudizio sul modello contrattuale separato del 2009». Emma Marcegaglia conferma che sul nodo della rappresentanza le distanze sono minori: Rimane un tema aperto sul quale vorremmo arrivare a un accordo». È la «Cgil che vogliamo», l’area di minoranza interna alla Cgil, a rompere l’atmosfera di dialogo: «Di quale proposta della Cgil sulla contrattazione sta parlando la Marcegaglia? – chiede Gianni Rinaldini – È inusuale e improprio che si ragioni della proposta di riforma con altri soggetti, peraltro dirette controparti, prima dello sciopero generale del 6 maggio e del Direttivo del 10 e 11 maggio in cui la bozza della segreteria Cgil sarà discussa». Controreplica di Camusso: «Tranquillizziamo Rinaldini: nessun documento confederale è all’origine del colloquio con Confindustria se non le nostre ragioni per non firmare l’accordo del 2009. Noi siamo rispettosi del percorso di decisione interno alla Cgil».