Camusso Accoglie Bonanni

09/09/2011

«Mi pare che lo sciopero generale abbia fatto bene e abbia i suoi effetti ». Dalla Festa del Pd a Milano, Susanna Camusso accoglie positivamente l’intervista di ieri a l’Unità di Raffaele Bonanni. Il segretario della Cisl aveva proposto «un documento politico con Cgil e Uil che metta nero su bianco» di non ricorrere alla norma della manovra che deroga all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello sul reintegro per i licenziati senza giusta causa. Per Susanna Camusso «quello che dice Bonanni rappresenta un inizio. Bisognerà – spiega però – fare una discussione vera su cosa vuol dire fare un accordo oggi. Bisogna provare a discuterne e a ragionarci, ma mi pare che un giudizio sull’articolo 8 sia un po’ più complesso di quello che dice Bonanni», conclude il segretario della Cgil. Alla vigilia del Direttivo confederale di oggi e domani il segretario della Cgil chiarisce dunque che la posizione del suo sindacato è per lo stralcio integrale dell’articolo 8 e non, come invece continuano a sostenere Cisl e Uil, per alcune modifiche. Modifiche che tra l’altro farebbero tornare il testo al Senato e che quindi poco si conciliano con i tempi stretti richiesti. Le dichiarazioni di ieri aprono comunque uno spiraglio nel dialogo tra i sindacati, bruscamente interrotto dalla decisione del governo di inserire nella manovra l’articolo 8 e le norme che avvallano gli accordi separati alla Fiat. Da Ancona, Raffaele Bonanni commenta a sua volta positivamente la dichiarazione di Susanna Camusso: «Spero che si abbia il coraggio di andare avanti nonostante gli ostacoli che si possono avere a casa propria. E la capacità di rappresentare la propria cultura sindacale, senza egemonia, ma aperti a quella degli altri. Questa è la sintesi dell’unità sindacale. Il resto è la confusione già vista». Aperture arrivano anche dalla Uil. Il segretario confederale Paolo Pirani è netto: «Noi proponiamo di ratificare velocemente l’accordo del 28 giugno e se serve di riconvocare un tavolo sindacati – Confindustria per andare anche oltre, per esempio sul tema della crescita». Sullo stralcio dell’articolo 8 la posizione è però attendista: «Prima mettiamoci d’accordo a questo tavolo e poi potremo di discutere dell’articolo 8. Ora è prematuro parlarne». Sull’argomento interviene anche il segretario della Fiom Maurizio Landini che ieri a l’Unità aveva invece chiesto a Susanna Camusso di «ritirare la sigla dall’accordo del28 giugno, ormai carta straccia» e «abbattere gli steccati congressuali per aprire una fase nuova di unità». «A Bonanni dico: chieda insieme a noi della Cgil il ritiro dell’articolo 8: i diritti sono in mano ai lavoratori, non dei sindacati». PRESSING POLITICO A spingere per una riapertura del dialogo sindacale è l’intero Pd. Che ieri ha richiesto ancora a gran voce lo stralcio dell’articolo 8, mentre molti guardano al Quirinale per avere segnali in questa direzione. E ieri il pressing è andato in azione con grande intensità. Ha iniziato il responsabile Economia del Pd Stefano Fassina: «Facciamo appello alle forze più responsabili della maggioranza affinché sostengano, insieme all’opposizione, l’abrogazione dell’ articolo 8. È una norma avversata da tutti i sindacati, viola l’autonomia delle parti sociali, in particolare l’accordo del 28 giugno. Il Pd – conclude Fassina – si impegna a garantire tempi brevi e certi per il riesame al Senato del testo emendato del disegno di legge di conversione della manovra». Poi tocca a Sergio D’Antoni, parlamentare Pd ed ex segretario della Cisl: «L’abrogazione dell’articolo8della manovra è una condizione imprescindibile se si vuole davvero aprire una fase di concertazione istituzionale. La cancellazione di questa norma scellerata rappresenta una vera e propria pregiudiziale per aprire un eventuale confronto tra l’opposizione e settori più responsabili della maggioranza». Intanto l’Idv ha presentato una pregiudiziale di costituzionalità sull’intero articolo 8: un voto favorevole però porterebbe alla necessità di riscrivere l’intera manovra.