Camusso a sorpresa apre alla Fiom

24/02/2011

Primo sì allo sciopero generale del leader cgil. Cremaschi: ma manca la data
ROMA— Susanna Camusso dice sì allo sciopero generale da mesi chiesto dalla Fiom ma prende tempo. Sulla data e le modalità deciderà la segreteria. L’area di minoranza, «la Cgil che vogliamo» , guidata da Gianni Rinaldini si astiene e giudica la decisione del direttivo di dare mandato alla segreteria per la proclamazione dello sciopero generale un «passo avanti» . Deluso invece Giorgio Cremaschi secondo il quale «bisognava già decidere la data dello sciopero» . Si è concluso così, con 83 voti a favore del documento finale e 20 astenuti, il comitato direttivo della Cgil dopo due giorni di discussioni. Lo sciopero sarà indetto a sostegno di una diversa politica economica e industriale del governo, contro gli accordi separati e per una politica fiscale più equa. La minoranza ha chiesto che la mobilitazione si tenga entro aprile ma i tempi potrebbero essere anche molto, molto più lunghi. Per ora infatti restano fissate le iniziative di lotta già proclamate dalle singole categorie come quella del 25 marzo (Funzione pubblica). Inoltre proseguono le mobilitazioni nei territori come le marce per il lavoro e le assemblee nei luoghi di lavoro per il coinvolgimento più ampio possibile sul tema della rappresentanza. Il segretario generale Camusso ha deciso così di uscire da una impasse che vedeva il suo sindacato impegnato sin dal direttivo dello scorso 17 settembre a non escludere uno sciopero generale e la crescente richiesta di mobilità da parte di alcune categorie. Contraria da sempre a impegnare la Cgil in uno sciopero «solitario» la Camusso avrebbe così scelto una mossa per così dire «epifaniana» . Un contentino alla sinistra del sindacato e, contestualmente, più ossigeno all’ala riformista per costruire un perimetro di consenso che vada al di là della Cgil. Con il governo Berlusconi, insediato nella primavera del 2008, sono stati effettuati dalla Cgil già quattro scioperi generali di tutte le categorie (uno nel 2008, uno nel 2009 e due nel 2010) e questo sarebbe il primo della Cgil guidata dalla Camusso. Ma i risultati sono stati modesti. Insomma se e quando si farà lo sciopero la Cgil deve riflettere bene in base a quello che succederà nelle prossime settimane. «Bisogna evitare uno sciopero identitario che si limiti a liberare le coscienze -riflette Agostino Megale, segretario dei bancari Cgil -ma costruire alleanze per andare oltre la Cgil» . A chi ritiene che provenga dalle categorie la voglia di scendere in pazza Megale risponde di «non vedere tutta questa fretta da nessuna parte se non nelle dichiarazioni di alcuni dirigenti sindacali» . Insomma va bene dire sì allo sciopero come strumento ma occorre muoversi con prudenza «anche perché ne abbiamo già fatti quattro e per i lavoratori è un grande sacrificio in un momento di crisi come l’attuale» . Alla Fiom Megale chiede di «evitare divisioni e di interrogarsi non solo su quando fare lo sciopero ma come riconquistare i contratti, non sarebbe male visto che da 10 anni hanno portato a casa tre contratti separati»