Campeggi, Obiettivo Qualità – di G.Dall’Ara

22/11/2002

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
277, pag. 17 del 22/11/2002

Giancarlo Dall’Ara

* docente di marketing turistico Cst Assisi
gda@glomanet.com

L’intervento

Campeggi, Obiettivo Qualità

Il turismo en plein air rappresenta più del 18% delle presenze turistiche in Italia. Ma a una dimensione così rilevante del fenomeno, non corrisponde un’adeguata attenzione culturale da parte di esperti e decisori. Nonostante la nuova legge quadro 135/2001 miri a dare centralità all’intera offerta territoriale, il turismo, dal punto di vista normativo e politico, è ancora in gran parte considerato un settore albergocentrico. Eppure, in considerazione delle tendenze in atto sul versante della domanda e dell’esigenza di natura, autenticità, libertà di spesa, sostenibilità, l’offerta open air sembra avere molte carte in regola anche per affrontare il futuro.

Una recente ricerca McCann Erickson rilevava che il luogo di soggiorno ideale deve saper offrire intrattenimento non invasivo, possibilità di scelta, tanto da fare, ma senza code, posto per timidi, offerta culturale del luogo, divertimento di buona qualità, offerta di servizi per bambini e adulti, un’ampia offerta di attività sportive. A ben vedere, sono le offerte del campeggio di qualità.

Ma gli operatori del turismo all’aria aperta come possono raggiungere questo traguardo? A me sembra che la sfida, che in particolare i gestori dei campeggi hanno di fronte, sia quella di non restare abbarbicati al vecchio modello di campeggio spartano e, al tempo stesso, di non copiare altri modelli già esistenti (i villaggi o gli alberghi), ma piuttosto di realizzare una proposta di ospitalità originale.

Che cosa significa un modello originale di ospitalità all’aria aperta? Significa saper tenere il passo con l’evoluzione della domanda, molto esigente in termini di comfort e servizi, senza però tradire l’idea originaria del campeggio, che è quella della libertà e della relazionalità.

Per ottenere questi risultati, occorre investire in qualità, saper proporre all’utenza servizi in modo soft, evitare l’animazione forzata e aggressiva tipica di alcuni villaggi, stabilire o mantenere un rapporto forte con il territorio circostante.

Come insegna l’esperienza di Cavallino, non a caso località leader in Italia nell’open air, il campeggio non deve essere un’oasi, ma deve essere inserito in un contesto compatibile, perché la sua offerta non può vivere da sola, senza un territorio coerente. Questo modello deve essere declinato su più livelli: deve riuscire a tradursi nell’architettura interna, in uno stile di grafica e comunicazione e in uno stile gestionale che non riprenda pedissequamente quello alberghiero. Modello originale allora significa ´distinto’, facilmente riconoscibile, frutto di un mix di libertà, comfort, approccio alla natura e soddisfazione della domanda.