CAMPANIA, SI INTERROMPONO LE TRATTATIVE CON LA COOPERAZIONE: POSIZIONI INACCETTABILI

07/08/2013

7 agosto 2013

Campania, si interrompono le trattative con la Cooperazione: posizioni inaccettabili

Si è svolto a Roma il 6 agosto scorso l’incontro tra le Organizzazioni sindacali e la dirigenza di Coop Estense in rappresentanza anche di Coop Adriatica, per approfondire il piano di intervento per la salvaguardia della presenza della cooperazione in Campania e la tutela dell’occupazione.

La situazione presentata ai sindacati ha palesato tutte le criticità che la rete Coop ha in Campania e per questo motivo il piano d’impresa presentato è particolarmente duro e dovrebbe intervenire su tutti i livelli di costo diretti e indiretti: dalla logistica ai servizi, dai costi di sede ai fornitori, dalla pubblicità fino al costo del lavoro. Il tutto supportato da una politica commerciale che rilanci la qualità e la convenienza.

“L’intervento sul costo del lavoro e sull’occupazione richiesto è particolarmente pesante” affermano le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, “deroghe al contratto nazionale, demansionamento per i gruppi di regia e per le figure intermedie, riduzione per la stragrande maggioranza dei lavoratori dell’orario di lavoro.”

Nonostante la gravità delle richieste, le Organizzazioni sindacali hanno dato la loro disponibilità a condividere un percorso che traguardi questi obiettivi e che possa mettere le Cooperative in condizioni di mantenere l’intera rete ed eventualmente di fare progetti di sviluppo nel futuro: “Nel ribadire l’applicazione del contratto nazionale della Cooperazione, abbiamo chiesto un numero di ore di lavoro che permetta, seppur in un momento difficile, la sopravvivenza e la salvaguardia di un livello economico personale, famigliare dignitoso e che questo percorso sia sostenuto da ammortizzatori sociali conservativi, quali la cassa integrazione, che permettano alle lavoratrici e ai lavoratori di avere un sostegno economico per il maggior tempo possibile, ed all’impresa di realizzare la nuova organizzazione da dare al servizio di vendita.”

Inaspettatamente, però, la risposta delle Cooperative è stata di totale chiusura rispetto all’utilizzo della cassa integrazione ed in virtù dell’insistenza delle Organizzazioni sindacali su questo punto hanno dichiarato di abbandonare il progetto e di non poter quindi garantire l’intervento.

Le Organizzazioni sindacali ritengono totalmente ingiustificata la reazione e la posizione presa dalle Cooperative, nonostante l’ampia disponibilità data, a farsi portavoce presso i lavoratori di importanti sacrifici volti alla salvaguardia occupazionale.
“Le Cooperative” proseguono i sindacati “hanno mostrato una immotivata rigidità a concedere l’unico strumento a disposizione a garantire il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori.

È evidente che il piano di salvataggio eventualmente condiviso sarebbe dovuto passare attraverso la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, ma in virtù della totale mancanza di condizioni di lavoro/reddito accettabili e del necessario ammortizzatore sociale in grado di garantire un percorso sostenibile, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil non hanno potuto siglare l’accordo propedeutico all’intervento così come richiesto ed hanno chiesto alla delegazione delle Cooperative di rivedere la posizione.

Le Organizzazioni sindacali non accetteranno l’ennesima porta sbattuta in faccia alle lavoratrici e ai lavoratori campani, e metteranno in campo tutte le azioni necessarie volte alla salvaguardia dell’occupazione.