Campania: musei in sciopero

14/10/2004

          mercoledì 13 ottobre 2004


          DALLE 10 ALLE 14 SI BLOCCHERANNO ANCHE POMPEI E CUMA
          Beni culturali, domani musei in sciopero

          I sindacati al governo: mille operatori aspettano la stabilizzazione

          Beni culturali, i lavoratori di Napoli e della Campania domani si fermano per quattro ore nell’obiettivo di sollecitare la stabilizzazione di circa mille operatori già impegnati da tempo nel settore. Infatti, le rappresentanze sindacali aziendali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl-Terziario della società Ales spa hanno proclamato uno sciopero nell’ambito delle iniziative programmate dalle organizzazioni sindacali regionali di categoria a sostegno della vertenza in corso con il ministero per i Beni Culturali per la stabilizzazione dei circa 500 lavoratori di Ales e degli altri 500 delle altre società riunite in Ati.

          Le attività si fermeranno dalle 10 alle 14 un po’ ovunque, da San Martino al Museo archeologico, da Capodimonte all’Archivio di Stato, dalla Biblioteca nazionale a Sant’Elmo, da Cuma a Pompei, al fine di consentire un presidio che si terrà davanti a Palazzo Reale di Napoli, per sollecitare la creazione di un tavolo politico congiunto tra ministero per i Beni Culturali e ministero del Lavoro che affronti definitivamente le eventuali soluzioni di stabilizzazione dei lavoratori attualmente in Ati.

          La necessità di sollecitare un immediato tavolo ministeriale è scaturita dalla decisione della direzione generale degli Archivi del ministero dei Beni Culturali di non rinnovare i contratti di lavoro in scadenza, creando conseguentemente seri problemi ai livelli occupazionali. È quanto affermano in una nota i rappresentanti dei lavoratori: Vincenzo Ferone (Fisascat-Cisl), Giovanni Pinto (Uiltucs-Uil), Aniello Tortorella (Filcams-Cgil) e Giovanni Migliaccio (Ugl-terziario).

          Di qui la decisione di ritenere «non più rinviabile la ricerca di una soluzione definitiva e produttiva ad un’esperienza lavorativa svolta all’interno delle Soprintendenze da ben 13 anni», sia attraverso la formula di progetti straordinari per gli Lsu che con la costituzione delle società miste, «le cui attività profuse, si sono rilevate essenziali ed indispensabili sia per la gestione di attività di supporto agli uffici, di manutenzione di qualità (vedi certificazione SOA), che interi siti archeologici».

          L’auspicio, spiegano i sindacati, è che si possa garantire il mantenimento dei livelli occupazionali «attraverso politiche attive di natura produttiva che abbiano una strategia industriale e una giustificazione economica», nella convinzione che l’esperienza consolidata della società Ales possa risultare utile anche ad altre società del gruppo Ati.