Cameriere? Servirà la patente

15/03/2001



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Pagina 9 ROMA
Cameriere? Servirà la patente
E l’esame sarà su portamento, diete, vini e cucina regionale
Un corso di sei mesi e una prova per attestare la qualità di lavoratori di bar e ristoranti. L’idea è di Antonio Nori della Confesercenti

ROMANA LIUZZO


Una patente per fare il cameriere. Proprio come a scuola guida. Prima si seguiranno delle lezioni, piuttosto articolate, e dopo sei mesi, ecco servito l’esame. Una volta superato (ammesso che si superi) il futuro maitre potrà cominciare la sua professione. Con tanto di «carta d’identità». L’idea è di Antonio Nori, presidente della Confesercenti di Roma che pensa di inserirla nel nuovo contratto per i pubblici esercizi. «C’è bisogno di professionalità spiega il leader dei commercianti troppo spesso la categoria chiede senza offrire il giusto livello di qualità del servizio. Oltre al progetto di certificazione dei ristoranti, che sta andando avanti, vogliamo innalzare una categoria che non sempre è all’altezza del compito, in una città sempre più ricca di turisti».
Chi lavora da almeno cinque anni non dovrà svolgere nessun esame: la patente gli sarà accordata automaticamente. In cosa consiste la preparazione alla professione per camerieri di bar e ristoranti? Il corso si occuperà di diverse materie, non tutte semplicissime. E qualcuna anche molto curiosa. In primo luogo, i provetti uomini di sala, dovranno saper abbinare in maniera impeccabile i vini alle pietanze. Cosa che non sempre accade, a meno che non si parli di locali extralusso. Al secondo punto compare la voce: «Saper consigliare i clienti anche quello che si sente male o che magari ha il diabete su cosa mangiare in questi casi». Terzo punto: le lingue. Oltre all’inglese e al francese, i camerieri dovranno imparare anche il giapponese. E non è un caso, visto che le nostre strade sono invase da occhi a mandorla. Ma l’esame prevede altre due materie: storia dell’alimentazione regionale. Conoscere e valorizzare i piatti della cucina tradizionale e dunque saperli presentare al cliente. La cosa più curiosa? Un corso di portamento (tenuto da mannequin?) per imparare a servire a tavola con garbo, a non sbattere i bicchieri, a raccogliere a modo le posate tra una portata e l’altra e ad allontanarsi dal tavolo con una camminata adeguata. I corsi saranno gratuiti e a numero limitato.
Ma cosa ne pensano i diretti interessati? «C’è sempre bisogno di aggiornamenti commenta Franco Sestini dal Majestic negli hotel cinque stelle lusso il problema della qualificazione non sussiste perché il personale proviene tutto da scuole alberghiere molto qualificate, ma l’idea di una patente per i camerieri è davvero intelligente. E’ lodevole anche per avvicinare in modo giusto chi vuole fare questa professione». «Troppo spesso chi non sa cosa fare ripiega su questo lavoro spiega Stefano Manduchi, maitre de Les Etoiles ristorante di via Vitelleschi questo patentino servirà a scoraggiare chi ha solo tempo da perdere».