Cambio concessioni autostradali, indicazioni operative per i passaggi

Roma, 6 luglio 2016

TESTO UNITARIO

in queste settimane abbiamo provveduto a segnalarvi quanto sta scaturendo dalle aste sulle concessioni stradali e autostradali, che in numerosi casi indicano che si realizzeranno nei prossimi mesi passaggi di concessioni tra diversi operatori della ristorazione collettiva. Negli anni passati in tali occasioni solo in un numero limitato di casi il passaggio della concessione è avvenuto dando applicazione all’art. 2112 del Codice civile (cessione/trasferimento di ramo d’azienda) con la procedura a tal fine prevista dall’art. 47 della Legge n.428/1990, mentre in numerosi altri casi il passaggio è stato realizzato attraverso accordi distinti e separati con l’impresa cedente e con l’impresa subentrante che prevedevano la risoluzione del rapporto di lavoro con l’impresa cedente e la successiva riassunzione del personale ad opera dell’impresa subentrante.

Alla luce del modificatosi quadro normativo (jobs act) tale procedura, che dava luogo ad una novazione integrale del rapporto di lavoro, è ora intrinsecamente connessa a rischi evidenti in quanto il personale trasferito non sarebbe più coperto dalla tutela reale in caso di licenziamento (reintegra ex-art. 18 dello Statuto), e una volta trascorsi i 18 mesi di garanzia del posto di lavoro previsti nel bando dell’asta per la concessione, il personale potrebbe essere licenziato con il solo indennizzo monetario previsto dalla normativa di legge. Viceversa, l’applicazione dell’art.2112 Codice civile – prevedendo la prosecuzione del rapporto di lavoro senza soluzione di continuità tra l’impresa cedente e l’impresa subentrante – consente di mantenere per i lavoratori coinvolti le tutele ad essi riconosciute connesse alla data di loro prima assunzione da parte dell’impresa cedente.

In considerazione di tale fatto, a seguito di una verifica operata unitariamente a livello di Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS, si raccomanda a tutte le strutture di procedere in occasione della realizzazione dei passaggi di concessione esigendo che si dia applicazione alle norme dell’art.2112 del Codice civile e alla procedura di confronto sindacale congiunta che coinvolge sia l’impresa cedente che l’impresa subentrante prevista dall’art. 47 della Legge 428/1990. Qualora una o entrambe le imprese coinvolte si rifiutino di operare in tal modo, magari adducendo di volersi limitare alla sola applicazione alle norme d’indirizzo previste a tale riguardo nel CCNL dei pubblici esercizi, le strutture dovranno opporsi a tale richiesta in modo risoluto e procedere ai sensi dell’art.28 Legge n.300/1970 qualora le imprese o la singola impresa coinvolta insistano nella loro posizione.

Anche in occasione della realizzazione del passaggio ai sensi dell’art. 2112 Codice civile nell’ambito della procedura prevista dall’art. 47 della Legge 428/1990 (procedura congiunta che si conclude con un accordo congiunto e trilaterale sottoscritto dalle due imprese coinvolte e dalle OO. SS.) è opportuno attenersi ad alcune cautele. Nello specifico, negli accordi di passaggio, NON dovranno essere previste in alcun modo circostanze tali da poter far ritenere che si realizzi una soluzione di continuità nel rapporto di lavoro. In altre parole, innanzitutto:

1.le eventuali giornate di ferie non godute prima del passaggio di concessione dovranno essere trasferite in capo all’impresa subentrante e NON dovranno essere monetarizzate;
2.il Trattamento di Fine Rapporto accantonato presso l’impresa cedente dovrà essere trasferito all’impresa subentrante e NON dovrà essere liquidato ai lavoratori;
3.il passaggio di concessione comporta necessariamente che TUTTO il personale iscritto a libro matricola dell’impresa cedente passi al subentrante, compreso quindi il personale di regia (direttore), come invece talvolta non avvenuto in passato, che costituisce oltretutto una violazione delle norme fissate nei bandi di gara
4.l’anzianità aziendale continua a decorrere, quindi gli scatti maturati dovranno continuare ad essere corrisposti e la maturazione degli eventuali ulteriori scatti dovrà avvenire prendendo a riferimento la data di prima assunzione da parte dell’impresa cedente, e non la data del passaggio all’impresa subentrante.

Inoltre, qualora si decida di corrispondere ai lavoratori al momento del passaggio ad opera dell’impresa cedente e senza trasferirli all’impresa subentrante i ratei delle mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima) ovvero di monetarizzare le ore di permesso retribuito non godute dal lavoratore, nell’accordo dovrà essere precisato che ciò avviene in deroga straordinaria rispetto alle indicazione dell’art. 2112 Codice civile e che comunque tale circostanza non è tale da configurare una soluzione di continuità del rapporto di lavoro, ovvero una novazione del medesimo in capo all’azienda subentrante.

Solo in presenza di tali presupposti si sottoscriverà l’accordo di passaggio, avendo cura in caso contrario di segnalare la circostanza alle Segreterie Nazionali e fornire assistenza ai lavoratori che intendano impugnare in sede legale il passaggio avvenuto nel mancato rispetto di tali norme di legge, rispetto a cui esiste abbondantissima e uniforme giurisprudenza sia ad opera dei Tribunali del Lavoro, sia della Corte di Cassazione che pure della Corte di Giustizia europea di Strasburgo. Si tenga presente che la mancata sottoscrizione di un accordo di passaggio non può avere ricadute negative immediate sulle persone in quanto la prosecuzione del rapporto di lavoro di tutto il personale coinvolto presso l’impresa subentrante è garantito dai bandi di gara, sia pure nel limite di 18 mesi.

E’ importantissimo infine spiegare bene alle persone coinvolte dai passaggi che qualora esse accettino individualmente che gli vengano liquidati i permessi non goduti, i ratei delle mensilità aggiuntive e, soprattutto, le ferie non godute e il Trattamento di Fine Rapporto, ciò comporta implicitamente la novazione del rapporto di lavoro e il venir meno per loro delle tutele nel caso di licenziamento privo di giusta causa previste dall’art. 18 dello Statuto anche per chi sia stato assunto in data precedente all’entrata in vigore del jobs act.

Per quanto attiene infine alla contrattazione integrativa aziendale eventualmente presente nell’azienda cedente, ricordiamo che il passaggio operato in applicazione dell’art. 2112 comporta la possibilità per l’impresa subentrante che abbia un proprio contratto integrativo aziendale vigente di sostituire col proprio contratto il contratto integrativo dell’impresa cedente. Qualora invece l’impresa subentrante non abbia una propria contrattazione integrativa, essa dovrà continuare a dare applicazione ai lavoratori coinvolti nel passaggio al contratto integrativo dell’azienda cedente fino alla data di sua scadenza.

Raccomandiamo infine – data l’evidente complessità e delicatezza della materia – di attenersi scrupolosamente a tali indicazioni, informare tempestivamente le Segreterie Nazionali di qualsiasi problematica dovesse emergere a livello territoriale, oltre che di operare con fortissimo spirito unitario nei confronti che si apriranno a livello territoriale. Da parte nostra abbiamo per altro unitariamente già deciso di coinvolgere con due lettere separate – che Vi alleghiamo alla presente circolare unitaria – sia le sedi pubbliche competenti (Ministero delle infrastrutture e Ministero per lo sviluppo economico), sia l’associazione a cui aderiscono praticamente tutte le imprese coinvolte nei passaggi (FIPE), nella speranza che sia possibile definire norme d’indirizzo uniformi fin dalle prossime settimane.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Luca De Zolt, Cristian Sesena