«Cambiare subito i contratti»

06/07/2004





 
   
6 Luglio 2004
ECONOMIA




 

RELAZIONI INDUSTRIALI
Cisl e Confindustria accelerano sulla riforma
«Cambiare subito i contratti»


P. A.


Si apre una nuova stagione di concertazione, o si va incontro a nuovi scontri anche all’interno del sindacato? I conflitti per i contratti potranno essere ricomposti e coordinati, o assisteremo a nuovi accordi separati? E poi che cosa pensano di fare sindacati e industriali per superare la crisi economica dell’Italia che risulta schiacciata tra la forte crescita americana e la fortissima crescita della Cina? E’ proprio vero che la bacchetta magica sta nella politica dei redditi intesa come moderazione salariale? Queste domande sono state il fulcro dell’incontro organizzato ieri nella sala del parlamentino del Cnel, dal Il diario del lavoro, il giornale telematico per gli addetti alle relazioni industriali. Al dibattito – coordinato da Massimo Mascini del Sole24 Ore - hanno partecipato testimoni diretti delle relazioni industriali come Giuseppe Domenichini, direttore delle risorse umane Lombardini motori, Felice Orsi, direttore risorse umane delle Ferrovie Nord di Milano e Agostino Megale, presidente dell’Ires. Alla tavola rotonda hanno partecipato Gianni Alemanno, ministro delle politiche agricole, Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria e Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl. Tema centrale dell’incontro le nuove relazioni industriali alla luce di un anno difficile che è stato ripercorso ieri, nelle sue tappe principali, da Agostino Megale. Sia negli interventi di Domenichini e di Orsi, sia poi in quelli della Confindustria e di Pezzotta è emersa una volontà di superare lo stato di sfilacciamento che caratterizza le relazioni industriali attuali. Il modello che si ripropone è quello della concertazione. Ma ieri è stato il segretario generale della Cisl a mettere i puntini sulle i. Pezzotta ha infatti lanciato due provocazioni: una rivolta alla Cgil e alla Confindustria, l’altra al governo. Pezzotta dice in sostanza che bisogna superare l’atteggiamento «diplomatico» e cominciare a dirsi davvero cosa si vuole fare. Rispetto ad accordi senza il governo, il segretario cislino ha ribadito che si tratterebbe di un passaggio inutile. La sponda che ci interessa – dice Pezzotta – è quella politica, l’unica in grado di prendere decisioni.

Il ministro Alemanno si è detto d’accordo con Pezzotta e anzi ha fatto capire che uno dei motivi centrali dello scontro con Tremonti è stata proprio la sua ostinazione a non volere aprire il dialogo con i sindacati e le parti sociali. Alemanno ha raccontato che su questo punto ci sono stati vari momenti di tensione all’interno della maggioranza. Si può aprire oggi una «nuova fase», ha spiegato Alemanno, facendo intendere che il governo Berlusconi dovrà andare avanti nei suoi progetti di riforma, quindi anche pensioni e fisco, ma cercando il consenso.

Altro punto caldo che è stato trattato ieri nel corso del dibattito a cui ha partecipato anche Pietro Larizza, presidente del Cnel, è stato quello relativo alla riforma della struttura contrattuale italiana. Anche su questo si è riscontrata una certa sintonia tra le posizioni della Cisl e quelle della Confindustria. Ci si accorda prima di tutto sui tempi. Sia per Pezzotta, che per Bombassei sarebbe infatti assurdo andare a un rinnovo del contratto dei metalmeccanici senza aver riformato complessivamente la contrattazione nazionale. L’ipotesi è quella di lasciare al livello nazionale il recupero del potere d’acquisto. Al territorio e all’azienda la contrattazione della produttività.