Cambiano limiti e criteri per fare ricorso alla cigs

21/11/2002

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
276, pag. 35 del 21/11/2002



Con tre decreti in Gazzetta Ufficiale prosegue il restyling dell’istituto.
Cambiano limiti e criteri
per fare ricorso alla cigs

Operazione restyling per la cassa integrazione guadagni straordinaria. Con tre diversi decreti datati 20 agosto 2002 e pubblicati in G.U. n. 271/02 , infatti, il ministero del lavoro ha introdotto la nuova disciplina per la fruizione del trattamento nel caso di contratti di solidarietà difensivi, ha fissato il limite massimo di fruizione e ha stabilito le regole d’intervento a favore di dipendenti e soci delle imprese appaltatrici di servizi di pulizia. Tutte le novità si applicano dal 19 novembre.

La solidarietà difensiva. I nuovi provvedimenti proseguono l’operazione in atto di restyling della prestazione, andandosi ad aggiungere alla riforma dei criteri d’esclusione dall’intervento della cigs per cessazione di attività nei casi di crisi aziendale (si veda ItaliaOggi del 20 ottobre scorso) e all’introduzione dei nuovi criteri d’accesso e proroga della cigs per riorganizzazione e ristrutturazione aziendale (si veda ItaliaOggi di ieri).

Il primo dm riguarda la disciplina per la concessione della cigs alle aziende che abbiano sottoscritto i cosiddetti contratti di solidarietà difensivi. Si tratta di contratti collettivi aziendali che stabiliscono una riduzione dell’orario di lavoro per evitare, in tutto o in parte, la riduzione o la dichiarazione di esuberanza del personale. Il decreto prevede che possano far ricorso a tali contratti tutte le imprese che rientrano nel campo di applicazione della cigs, ivi comprese quelle appaltatrici di servizi di mense e di servizi di pulizia.

Il trattamento d’integrazione salariale, in tal caso, trova applicazione limitatamente alle imprese cha abbiano occupato mediamente più di 15 lavoratori nel semestre che precede la data di presentazione dell’istanza di cigs; a tal fine, si computano tutti i lavoratori, anche gli apprendisti e quelli assunti con contratto di formazione e lavoro.

Imprese di pulizia. Un altro decreto stabilisce che, alle imprese appaltatrici dei servizi di pulizia, il trattamento spetta a condizione (uno dei requisiti oggettivi) che la contrazione dell’attività sia in diretta connessione con la contrazione dell’attività dell’impresa committente, verificatasi a seguito dell’attuazione di programmi di crisi aziendale, di ristrutturazione o di riorganizzazione industriale. Inoltre, che le difficoltà dell’impresa committente devono essere già state oggetto di specifici provvedimenti d’integrazione salariale, ivi compreso gli interventi a seguito di contratti di solidarietà.

Limite alla cigs. Trasformazione assetto societario. La legge n. 223/91, tra l’altro, prevede che per ciascuna unità produttiva la cigs non possa avere una durata complessiva superiore a 36 mesi nell’arco di un quinquennio. Il nuovo decreto stabilisce che tale limite possa essere superato se l’azienda si trova coinvolta in una procedura concorsuale e alle seguenti condizioni: l’attività produttiva deve essere iniziata almeno 24 mesi prima dell’avvio della cigs protrattasi per il triennio di riferimento; l’attività deve essere continuata fino a 12 mesi prima dell’ammissione alla procedura concorsuale. La deroga va esplicitata nella richiesta di cigs inviata al ministero del lavoro.

Lo stesso decreto, infine, stabilisce che qualora sia intervenuta una significativa trasformazione dell’assetto proprietario, le imprese possano presentare solo programmi di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale, con esclusione dei piani di risanamento per crisi aziendale.