Cambiano gli ordini professionali

10/11/2000

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Repubblica.it

Pagina 52
Cambiano gli ordini professionali
più servizi e garanzie agli utenti

Il ministro Fassino: riconoscimento delle nuove attività e maggior tutela per l’accesso ai giovani

di LUCIO CILLIS


ROMA – Maggiore qualità dei servizi offerti, tutela degli utenti. Ma anche pubblicità, competitività e spazio in più per i giovani che talvolta devono sgomitare per accedere a settori del lavoro blindati. È questo il futuro prossimo degli ordini professionali, sono 27 nel nostro paese, un piccolo esercito di oltre un milione e mezzo di professionisti (dagli avvocati, agli architetti ai giornalisti) che vedranno presto cambiare delle norme scritte in alcuni casi addirittura negli anni Venti.
Per il ministro della Giustizia Piero Fassino, questa è la strada che verrà segnata dal nuovo testo che si occupa della riforma delle professioni e presentato oggi in consiglio dei Ministri, dove troverà un primo sigillo ufficiale dopo anni di discussioni animate. La legge delega, come spiega lo stesso Guardasigilli dovrebbe aprire "una pagina nuova nella modernizzazione delle libere professioni" mettendo "l’Italia al passo con l’Europa".
"Un percorso lungo, difficile – spiega Fassino – che alla fine ha portato a questa riforma. Abbiamo pensato alla tutela degli utenti ma anche a dei compensi minimi per i tirocinanti; una piccola rivoluzione che trasforma le tariffe in "corrispettivi minimi" trasparenti. Una legge delega – aggiunge il ministro – che da il via libera alla pubblicità e quindi ad una maggiore concorrenza e sancisce la nascita delle società professionali…" che per anni sono state uno dei più difficili terreni di confronto tra le parti.
Un contenzioso questo, nato sulla possibilità di costituire delle vere e proprie holding di professionisti con l’apporto di finanziatori "puri": un pericolo per l’autonomia secondo alcuni, "un tuffo nella realtà europea" per altri. Proprio per aggirare critiche, polemiche e scuole di pensiero sull’ indipendenza delle libere professioni sono state ideate tre strade principali.
La prima permette la nascita di società composte da soli professionisti (senza finanziatori esterni) per attività regolamentate, quelle alle quali si accede attraverso esami di Stato, vedi avvocati o ingegneri. La seconda invece permette la nascita di società sostenute da finanziamenti esterni a tutte quelle attività professionali "non regolamentate" (come i consulenti finanziari o legate a internet e alla new economy ad esempio).
"La terza possibilità – aggiunge il ministro Fassino che in questo modo è riuscito a superare ogni sbarramento "difensivo" di alcune categorie – è quella di creare società con partecipazione di capitale per la prestazione di servizi professionali, e quindi consulenze, sia per le professioni regolamentate che non".
Tra le altre novità emergono anche la possibilità di pubblicizzare i propri servizi professionali e la sostituzione delle tariffe attuali con "corrispettivi" fondati sull’effettivo costo delle prestazioni. Inoltre, accanto alle professioni tradizionali, verranno riconosciute le libere associazioni professionali autoregolamentate (dai revisori dei conti al mondo del lavoro che ruota attorno al web) riconosciute dal ministero previa registrazione. Cambia infine, almeno nella parte economica, l’accesso al difficile mondo delle professioni: il riordino del tirocinio garantirà al giovane professionista una reale attività formativa e soprattutto un equo compenso minimo che dovrebbe mettere un sostanziale freno allo sfruttamento.