Cambia volto la valutazione del Tfr

28/07/2003



Sabato 26 Luglio 2003
NORME E TRIBUTI
Cambia volto la valutazione del Tfr

L’avvento dei nuovi criteri muterà profondamente le modalità di contabilizzazione dei fondi


Effetto Tfr per i nuovi principi Ias. Tra i principi contabili internazionali (gli International Accounting Standard) che dal 2005 dovranno essere obbligatoriamente adottati dalle società quotate in una delle borse europee, il n. 19 è destinato a incidere in maniera rilevante sulla preparazione dei bilanci delle aziende italiane. Questo principio, infatti, disciplina la rendicontazione contabile di tutti i programmi che le società hanno introdotto a favore dei propri dipendenti e che garantiscono l’erogazione di prestazioni di qualsiasi natura, coincidente o successiva alla cessazione dal servizio.
In genere i programmi che ricadono nell’ambito di applicazione dello Ias 19 sono i fondi pensione, i fondi sanitari, i programmi che prevedono l’erogazione di indennità aggiuntive al trattamento di fine rapporto (Tfr) nonché lo stesso Tfr. Rispetto alle attuali modalità di rendicontazione contabile le maggiori differenze si verificheranno proprio per il Tfr (ma anche, per esempio, per i fondi pensione a prestazione definita e per i fondi sanitari che garantiscono l’erogazione di prestazioni a favore di ex dipendenti pensionati).
Con riferimento al Tfr, infatti, l’Ifric (l’International financial reporting interpretation committee, il comitato che interpreta le modalità applicative degli Ias) ha assunto una posizione completamente differente rispetto a quella che anni orsono aveva assunto il Fasb (il Financial accounting standard board, l’equivalente comitato che interpreta l’applicazione dei principi contabili statunitensi, per alcuni versi molto simili agli Ias).
Per le società italiane quotate negli Stati Uniti e per le consociate italiane di società multinazionali statunitensi il Fasb aveva, infatti, concesso la possibilità di indicare a bilancio la passività connessa con il Tfr sia mediante la metodologia stabilita dalla legge 297/1982 sia mediante l’elaborazione di una valutazione attuariale.
L’Ifric, viceversa, ha stabilito che la passività relativa al Tfr debba essere individuata solo sulla base di una valutazione attuariale. Questa valutazione (come, peraltro, le altre effettuate ai fini dello Ias 19) dovrà essere effettuata sulla base di uno specifico metodo di finanziamento (il Projected unit credit cost). Metodo che in Italia non risulta essere particolarmente diffuso.
Le fasi principali attraverso le quali la valutazione del Tfr dovrà essere effettuata sono queste:
-si proiettano, sulla base di una serie di ipotesi finanziarie (per esempio incremento del costo della vita e incremento retributivo) i possibili futuri Tfr che potrebbero essere erogati a favore di ciascun dipendente nel caso di pensionamento, decesso, invalidità, dimissioni o richiesta di anticipazione.
La stima dei futuri Tfr includerà ovviamente i futuri accantonamenti annui e le future rivalutazioni;
-si calcola alla data della valutazione, sulla base del tasso annuo di interesse adottato e della probabilità che ciascun Tfr ha di essere effettivamente erogato, il valore attuale medio dei futuri Tfr;
-si definisce la passività per la società individuando la quota del valore attuale medio dei futuri Tfr che si riferisce al servizio già maturato dal dipendente in azienda alla data della valutazione; si individua, sulla base della passività determinata al punto precedente e della riserva accantonata in bilancio ai fini civilistici italiani, la riserva riconosciuta valida ai fini Ias.
Le proiezioni effettuate dovranno tenere conto delle somme di Tfr destinate al finanziamento del fondo pensione aziendale/contrattuale se presente, nonché dell’imposta sostitutiva introdotta dal decreto legislativo 47/2000 sulla rivalutazione degli accantonamenti effettuati ai fini del Tfr.
Specifiche ipotesi dovranno essere altresì individuate con riferimento alla crescita retributiva, al turnover e alla possibilità che i dipendenti richiedano anticipazioni sulle somme di Tfr maturate. Il risultato che si ottiene applicando la normativa Ias al Tfr è solitamente quello di determinare un accantonamento annuo e una passività più contenuti rispetto a quelli attualmente previsti. In passato i margini "di risparmio" risultavano essere decisamente elevati grazie al notevole differenziale tra il tasso annuo di interesse che poteva essere utilizzato nella valutazione e la formula di rivalutazione del Tfr.
Oggigiorno il tasso annuo di interesse che può essere adottato nella valutazione risulta essere notevolmente più contenuto. La selezione delle ipotesi da adottare nella valutazione rappresenta in ogni caso una fase determinante ai fini dell’individuazione dei risultati finali. In quest’ottica, anche dopo il caso Enron, la Commissione Europea ha più volte evidenziato l’importanza (non ultima tramite la Raccomandazione del 16 maggio 2002) che tali valutazioni siano effettuate da soggetti indipendenti.

CLAUDIO PINNA
BENEDETTO SANTACROCE