Cambia il «socio lavoratore» Per le coop più occupazione

31/10/2002




        31 ottobre 2002

        CONTI E SVILUPPO


        Cambia il «socio lavoratore» Per le coop più occupazione
        S.U.


        MILANO – Introdotte nel passaggio tra i due rami del Parlamento, le nuove regole sul socio lavoratore costituiscono una delle novità del testo di riforma del mercato del lavoro approvato ieri alla Camera. In attesa della terza e ultima lettura da parte del Senato, il provvedimento si arricchisce di un nuovo articolo, il 4bis, che va a modificare la normativa attualmente in vigore. In particolare, la norma semplifica i criteri per individuare la competenza giurisdizionale: spetteranno al giudice civile ordinario le controversie riguardanti il recesso e l’esclusione del socio. In caso poi di crisi aziendale, l’assemblea potrà deliberare un piano per salvaguardare i livelli occupazionali e i soci-lavoratori avranno la possibilità di dare il loro contributo anche economico alla soluzione, secondo le proprie disponibilità finanziarie. «La figura del socio lavoratore – spiega Luca Volontè, presidente del Gruppo Udc alla Camera – torna protagonista del mondo cooperativo». Per Volontè il via libera di Montecitorio rappresenta il raggiungimento di «un importante obiettivo grazie al dialogo e al confronto con il mondo del cooperazione, che potrà così guardare con certezza ed equità al proprio futuro». Sulla stessa linea la valutazione del ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, che ha sottolineato «il valore delle imprese cooperative come punto di equilibrio fra la partecipazione sociale e la logica del mercato». L’emendamento è stato accolto con favore dalle cooperative. Per Legacoop «il testo migliora una legge vigente introducendo correzioni che colgono ancora di più la specificità del socio lavoratore e ne consentono una migliore valorizzazione». Secondo Confcooperative «viene aperta la strada all’applicazione effettiva della legge sul socio lavoratore e, di conseguenza, a un contributo maggiore delle cooperative italiane in termini di occupazione e sviluppo economico e sociale del Paese».