Cambia il paniere, frena l´inflazione

29/01/2003


        29/1/2003
        IL CALO FAVORITO SOPRATTUTTO DAI MEDICINALI. COMUNQUE SIGNIFICATIVO L´AUMENTO SU BASE MENSILE: +0,3 PER CENTO
        Cambia il paniere, frena l´inflazione
        L´indice al 2,7 per cento. Impennata di energia e casa

        ROMA
        L´inflazione a gennaio è scesa: eravamo al 2,8% nel mese di dicembre (dato tendenziale) e ora le rilevazioni delle città campione parlano di 2,7%. Il dato congiunturale dice invece che mentre a dicembre si registrava un aumento dello 0,1% sul mese precedente, all´inizio del 2003 l´incremento è dello 0,3%, colpa delle abitazioni e delle spese per la casa, dei trasporti spinti dal petrolio e dalle spese energetiche. Il dato tendenziale è ovviamente confortante e sta a dimostrare che la fuga in avanti del costo della vita ha conosciuto una battuta di arresto. Sempre l´Istat fa sapere che da quest´anno il «paniere» dei prodotti su cui si calcola la variazione del costo della vita è stato aggiornato, con 34 nuove acquisizioni, 21 esclusioni e un ampliamento delle voci da 930 a 960. L´Istituto ha sottolineato, tra l´altro, come nella ridefinizione del paniere sia stato anche riequilibrato il peso delle varie voci. Un esempio per tutti: la tanto contestata Rc Auto «madre di tutte le inflazioni» ha aumentato il suo peso specifico del 34%. Secondo l´Istituto, gli italiani ora spendono lo 0,65% delle loro risorse per assicurare l´auto. Nel 2002 la percentuale era dello 0,5%. I consumatori invece indicano il 5%. Prima di entrare nel dettaglio, diciamo subito – però – che anche questa volta i dati «ufficiali» sono stati duramente contestati: da Eurispes, tanto per cominciare, che aveva sconfessato i metodi dell´istituto centrale di statistica già un mese fa, e poi dalle associazioni dei consumatori che considerano «una presa in giro» tutta la macchinazione del nuovo paniere, in quanto le voci «che contano», quelle delle banche, delle tariffe, delle assicurazioni, avrebbero ancora e sempre poco peso. Tornando ai dati numerici, va comunque rilevato che le città campione ieri hanno denunciato un raffreddamento dell´inflazione, sia pur in presenza di una accelerazione congiunturale che, registrata in una media dello 0,3%, presenta in certe città dati più preoccupanti. Ad Ancona e Udine, per esempio, è stata dello 0,6%, a Como dello 0,5%, a Trieste dello 0,4%. La città più «virtuosa» è stata invece Palermo con uno 0,1% (ma non è difficile ipotizzare che questo contenimento sia ascrivibile a una brusca contrazione dei consumi). A guardare dentro il fenomeno, si scopre che a raffreddare il carovita ha contribuito largamente il taglio al costo dei medicinali determinato dalla ristrutturazione del prontuario: meno 1%. Al lieve rincaro congiunturale hanno invece contribuito le spese dell´abitare e delle relative utenze (che a Firenze, Bologna e Bari hanno conosciuto un incremento dell´1,5%) e i listini di alberghi e ristoranti. Quanto al nuovo paniere, l´Istat ha cercato di renderlo il più possibile aderente ai consumi quotidiani. Ma il tentativo – per le associazioni dei consumatori – resta sempre troppo prudente. Comunque, si diceva, sono stati inseriti 34 nuovi prodotti, ain linea con i nuovi stili di consumo. Per esempio, tra gli alimentari, ci sono il tè in bottiglia e la panna da cucina, tra i non alimentari ci sono gli stivali da donna, la pentola pirofila, la caldaia murale, l´ablazione del tartaro dal dentista, gli accessori per i telefonini, l´abbonamento alla pay tv, il lettore dvd e quello per cd portatili. In uscita, invece, compare la farina da polenta, la cerniera lampo, gli strofinacci, l´alcol denaturato, il passaverdure, la chitarra, la colla, il borotalco. L´Istat si è anche preoccupato di riequilibrare i pesi che i vari campi di spesa acquistano nella vita di tutti i giorni: dell´Rc Auto si è detto, ma più spazio viene dato anche alla voce «abbigliamento». Quanto alla base territoriale di rilevazione, anche questa viene allargata: l´indagine d´ora in avanti sarà svolta nei 20 capoluoghi di Regione e in 61 di provincia (per un totale di 81 comuni mentre prima erano 76) che corrispondono all´86,9% della popolazione.

        Raffaello Masci