Cambia il lavoro, cambia la Cgil

17/03/2004


  economia e lavoro


mercoledì 17 marzo 2004

Cambia il lavoro, cambia la Cgil
I dati record degli iscritti alla Confederazione di Epifani segnano una metamorfosi

MILANO Sono dati che rappresentano lo specchio delle trasformazioni in atto nell’economia del Paese – ha detto Guglielmo Epifani. E in effetti i dati del tesseramento della Cgil – che nel 2003, con oltre cinque milioni e 515mila iscritti, ha battuto ogni precedente record – offrono un interessante spaccato delle tendenze in atto. E non solo di quelle economiche.
Due dati su tutti. I pensionati, in quella che è la maggiore confederazione sindacale d’Europa, con poco meno di tre milioni di iscritti, continuano ad essere complessivemante la maggioranza. Ma i lavoratori attivi, confermando un trend già rilevato l’anno precedente, crescono ad un ritmo
maggiore – l’1,61 per cento contro lo 0,43 – e sfiorano quota due milioni e 505mila. Mentre il saldo positivo – 54.347 nuovi tesserati – è il risultato di un forte turnover.
I nuovi iscritti sono stati infatti oltre 600mila, il 12 per cento in più. Ed hanno premiato soprattutto le nuove categorie.
Gli iscritti alla Cgil aumentano infatti in modo consistente nel settore del commercio, nel credito e nella finanza, nella scuola e nel pubblico impiego, tra gli atipici. Mentre calano, sia pur di poco, effetto delle trasformazioni economiche e delle crisi produttive, nelle categorie tradizionali, dai metalmeccanici ai tessili ai chimici e
nell’agricoltura. La Fiom si assesta a quota 367mila iscritti con un saldo negativo di 1.332 unità, la Filtea perde 2.510 iscritti e si ferma poco sopra quota 124mila, mentre la Filcea ne perde 307 e resta pressochè stazionaria a 128mila. Gli incrementi maggiori, in precentuale e in valore assoluto, riguardano invece la Filcams,15.327 iscritti in più, il 5,5 per cento; il Sindacato nazionale
scuola, in procinto di confluire in un’unica federazione con l’Università e ricerca, 6.672 nuovi tesserati, il 4,95 per cento; la Fisac, più 2,57 per cento e la Funzione
pubblica che, con i suoi 5.126 nuovi iscritti, supera quota 374mila e consolida il suo primato, tra i lavoratori attivi, davanti alla Fiom.
Non solo. Oltre ai pensionati – 12.694 iscritti in più – aumentano anche, a livello disaggregato, i giovani sotto i 20 anni (più 21 per cento), le donne (più 12 per cento, il 48 per cento del totale) e gli immigrati che raggiungono quota 132mila.
Buono il dato anche a livello territoriale. Gli iscritti alla Cgil aumentano in tutte le regioni ad eccezione del Molise (meno 0,46 per cento), ma il trend è sostenuto soprattutto al Sud, al Centro e in Lombardia e Veneto. È quella lombarda, con oltre 889mila iscritti, la maggiore organizzazione territoriale della Cgil (segue l’Emilia Romagna, con quasi 815mila).
«Siamo soddisfatti del risultato – commenta il segretario generale, Guglielmo Epifani -. Si conferma il trend positivo degli ultimi anni». Un trend, sottolinea ancora
il leader della Cgil, in linea con quello di Cisl e Uil. Il che significa che, nonostante il rallentamento dell’economia, il sindacato confederale, ormai sopra gli 11 milioni di iscritti, allarga la sua rappresentanza.