Cambia il collocamento, arriva la Borsa del lavoro

31/10/2002


          (Del 31/10/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
          IL PROVVEDIMENTO DEVE TORNARE AL SENATO. OPPOSIZIONI CRITICHE: AUMENTA LA PRECARIZZAZIONE, ITALIA PIU´ VICINA AL TERZO MONDO
          Cambia il collocamento, arriva la Borsa del lavoro
          Nuovi contratti, più flessibilità e spazio ai privati. Maroni: riforma storica

          ROMA
          Nuove figure contrattuali e maggiore flessibilità, riordino della formazione, part time più facile, collocamento anche con i privati, un incrocio più fitto tra domanda e offerta che dovrebbe portare alla realizzazione di una vera e propria «borsa del lavoro»: sono questi gli obiettivi del disegno di legge di delega al governo per la riforma del mercato del lavoro che, collegato alla finanziaria 2003, ha ottenuto ieri il via libera dell´aula della Camera per tornare rapidamente, in seconda lettura, all´esame del Senato. E a Palazzo Madama il governo presenterà gli emendamenti (finora accantonati) sull´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per i licenziamenti individuali senza giusta causa e sugli ammortizzatori sociali in attuazione del Patto per l´Italia. Il ministro del Welfare Roberto Maroni non nasconde la sua soddisfazione. «E´ la più importante riforma del lavoro degli ultimi 30 anni – commenta – e fa sì che il nostro paese non sia più, come diceva Marco Biagi, il peggior mercato del lavoro in Europa. E la vorremmo intitolare proprio a Biagi, che ne è stato l´ispiratore e l´ha riempita di contenuti». Soddisfatto anche il presidente di Confindustria, Antonio D´Amato: la riforma approvata dalla Camera «rappresenta la prima vera riforma strutturale con la quale possiamo cominciare a voltare pagina sul mercato del lavoro». Ben diverso il parere di esponenti dell´opposizione. «E´ un provvedimento – afferma il senatore dell´Ulivo Natale Ripamonti – che avvicina l´Italia ai paesi del terzo mondo». Anzichè creare nuova occupazione, secondo Mario Lettieri della Margherita, la «controriforma» Maroni rischia di aumentare precarietà ed insicurezza. Attacca il presidente dei deputati Ds Luciano Violante: «Il centro destra non ha compreso che il lavoratore non è una merce. Il nostro dissenso è su come si realizzano modernità e competitività, non c´è modernità senza tutele e garanzie per i diritti delle persone». Ecco in sintesi i punti principali della delega:
          COLLOCAMENTO. Il collocamento viene aperto ai privati per «favorirne l´efficienza attraverso la concorrenza». Cade il vincolo dell´«oggetto sociale esclusivo» che costringe attualmente le agenzie di lavoro interinale o d´affitto a svolgere soltanto questa specifica attività. Si estende, inoltre, l´intermediazione tra domanda e offerta di lavoro anche ai consulenti del lavoro e alle Università. Servizi pubblici e privati di collocamento saranno collegati tra loro, con il ministero del welfare e con gli enti previdenziali attraverso il Sil (Sistema informativo del lavoro) e nascerà la Borsa del lavoro, cioè una banca dati dei lavoratori attivi e in cerca di occupazione.
          NUOVE FORME CONTRATTUALI. Tra queste il contratto a chiamata (iob in call) per cui l´impresa potrà chiamare in qualsiasi momento ma in un arco di tempo determinato il lavoratore, che riceverà in cambio un´indennità di disponibilità oltre alla retribuzione per le effettive ore di lavoro. In arrivo anche una nuova disciplina per i Co-Co-Co (collaboratori continuativi e coordinati) e per il job sharing (condivisione da parte di due lavoratori di un contratto di lavoro a tempo pieno). Ed ancora: estensione del contratto occasionale ad altri settori, come l´agricoltura e introduzione dello «staff leasing», che consentirà alle aziende di «affittare tutta la manodopera anche a tempo indeterminato da altre aziende specializzate».
          PART TIME. Sarà uno strumento «più elastico»: diventeranno più facili l´accesso al lavoro supplementare, ossia lo straordinario, e il cambio delle fasce di orario.
          FORMAZIONE E SOCIO LAVORATORE. Saranno riordinati i contratti formativi e verrà disciplinata la condizione del socio lavoratore, dando preminenza al vincolo associativo piuttosto che al rapporto di lavoro. In caso di crisi aziendale l´assemblea potrà deliberare un piano per salvaguardare i livelli occupazionali e i soci-lavoratori potranno dare il loro contributo anche economico alla soluzione secondo le proprie disponibilità finanziarie.

          Gian Carlo Fossi