Caltanissetta. La «fame» di lavoro accende la protesta

22/11/2002


Caltanissetta 21 novembre 2002



Una trentina di addetti alla refezione scolastica hanno occupato Palazzo di città perché sostengono di aver diritto all’assunzione
La «fame» di lavoro accende la protesta
La ditta aggiudicataria ha convocato dei giovani e il servizio non parte



La fame di lavoro accende i focolai di protesta. Una trentina di lavoratori, quasi tutti donne, del servizio di refezione scolastica hanno occupato ieri pomeriggio l’androne del primo piano del palazzo municipale in segno di protesta contro il loro mancato utilizzo da parte della ditta palermitana che si è aggiudicata la fornitura di pasti caldi agli alunni delle scuole del’obbligo nel biennio 2002 – 2004. La scintilla che ha fatto scoccare la plateale protesta è stata la voce, poi accertata come vera, che la ditta in mattinata aveva effettuato selezioni di personale nei locali del Cnos dei Salesiani per adibirlo alla refezione in vista dell’avvio del servizio previsto per la prossima settimana.
Ma ci sono dei retroscena: la Cgil aveva chiesto ed ottenuto la convocazione della ditta e del Comune all’ufficio del lavoro allo scopo di chiedere l’applicazione di quell’articolo del contratto di lavoro della categoria che prescrive l’assorbimento da parte della ditta che si aggiudica il nuovo appalto del personale che ha operato l’anno precedente.
La ditta all’incontro con il sindacato non si è presentata e non ha nemmeno fornito giustificazioni. E questo ha fatto sentire puzza di bruciato a Michele Guastella segretario Filcams. Ieri mattina la prova che la ditta non aveva intenzioni di utilizzare il personale preesistente. Solo due di loro sono state convocate per le selezioni. Una scelta che ha scatenato la guerra. «Noi apparteniamo tutte e famiglie bisognose – hanno lamentato le lavoratrici – contiamo su questo lavoro saltuario che ci viene pagato a 5 euro l’ora tasse escluse. Che rabbia sapere che alle selezioni sono state convocate ragazze diciottenni che non hanno come noi figli da mantenere. Ma c’è una legge che impone la nostra assunzione e chiediamo che venga rispettata.Prima assumono noi.Poi se manca personale facciano tutte le selezioni che vogliono».
Ieri mattina prima della decisione di occupare il palazzo di città le lavoratrici ed il sindacato con Emanuele Scicolone segretario della Camera del Lavoro e Michele Guastella segretario Filcams Cgil si sono rivolti all’amministrazione comunale. C’è stato un incontro con il vice sindaco Enzo Cascino, l’assessore Ugo Costa, i consiglieri Bonura, Di Dio, Ferrara e Donegani, il sindacato ed il signor Costanza consulente della ditta. «Un incontro finito male – dice Michele Guastella – perché non appena Emanuele Scicolone ha cominciato ad illustrare il problema,il signor Costanza è andato via in malo modo, cosa che ha suscitato le ire del consigliere Bonura».
Guastella denuncia oltre al problema legato al personale altri aspetti della refezione che gli sembrano preoccupanti: «Ho saputo da alcune persone che hanno sostenuto la selezione al Cnos – dice il segretario Filcams – che la ditta consiglia che si diventi soci della cooperativa. Non vorrei che a breve ci troveremo di fronte ad un altro caso come la Salus. E poi mi preoccupa il ribasso del 27% con cui è stato aggiudicato l’appalto. L’amministrazione vigili perché non vada a scapito della qualità dei cibi ai bambini e dei diritti contrattuali dei lavoratori».
I manifestanti hanno atteso la seduta consiliare che aveva all’ordine del giorno una mozione di Ignazio Di Dio proprio sul problema del personale della refezione. Sulla vicenda del personale da assumere per la refezione e sul servizio in generale c’erano state divergenza tra l’assessore alla Pubblica istruzione Incardona ed il sindaco Scaglione. Due giorni prima le dimissioni di Incardona erano state date disposizioni affinché i Servizi Sociali elaborassero un elenco di persone bisognose in grado di lavorare in quel servizio. Ma poi la cosa è caduta. Intanto un nuovo incontro è stato fissato per domani alle 11,30.
M.C.G