Callieri: «Lo scontro sociale non c´entra»

21/03/2002
La Stampa web








(Del 21/3/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
CARLO CALLIERI: E´ UN ATTO TARGATO BR
«Lo scontro sociale non c´entra»

L’omicidio di Marco Biagi «non ha nulla a che vedere con il clima di odio e lo scontro sociale» in atto nel paese. A sottolinearlo in una dichiarazione alla Adnkronos è Carlo Callieri che dissente profondamente da quanti hanno attribuito al clima esacerbato di questi giorni l’atto terroristico e prevede che qualora i responsabili non fossero presto arrestati potrebbero colpire ancora. «Credo che se accettassimo una lettura in chiave di clima sociale non sarebbe possibile spiegare per esempio i delitti D’Antona, Ruffilli e Tarantelli che tante analogie hanno con quello di Biagi. Quando fu ucciso Ruffilli non c’era nessun clima di scontro nel paese e il terrorismo storico era già alla fine della sua stagione». Per Callieri dunque si tratta di un omicidio che ha una assoluta continuità con il delitto D’Antona: «siamo in presenza -afferma- di un residuo delle vecchie brigate rosse che si è riorganizzato. Si tratta di un gruppo opportunistico legato a vecchie radici terroristiche che si inserisce nei momenti di dibattito e tensione colpendo persone come se fossero dei simboli. Ha potenzialità limitata in quanto si tratta della minima rinascita di un gruppo capace di sopravvivere che ogni tanto fa delle azioni inserendosi nelle situazioni di clima. Ma non è che se ci fosse un clima diverso i terroristi non avessero colpito. Magari si sarebbero rivolti ad un obiettivo diverso, un diverso simbolo. O questi terroristi vengono individuati e arrestati oppure è logico attendersi delle ripetizioni periodiche dei loro gesti». Quanto alla scelta dei sindacati di confermare lo sciopero generale entro aprile, la manifestazione della Cgil del 23 marzo e di indire una manifestazione contro il terrorismo il 27 marzo Callieri preferisce non esprimere valutazioni: «sui comportamenti che ciascuno vorrà assumere in situazioni come queste ognuno risponde di se stesso» afferma.


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